CRONACA

Appuntamento alle 16

Ponte Morandi, domani la firma. Silenzio e tensioni sul contratto: Vernazza potrebbe sfilarsi

giovedý 17 gennaio 2019
Ponte Morandi, domani la firma. Silenzio e tensioni sul contratto: Vernazza potrebbe sfilarsi

GENOVA - Abbattimento e ricostruzione del ponte Morandi sono adesso nero su bianco: ci sono voluti giorni di febbrili trattative attorno ai documenti preparati dal Rina, su mandato del Commissario Bucci: adesso bisogna mettere le firme. L’appuntamento è domani alle 16 a Palazzo Tursi, alla presenza del commissario, del presidente Toti, dell’architetto Renzo Piano e dei rappresentanti delle aziende firmatarie.

Non ci saranno, come sembrava, né il premier Conte né il ministro ai Trasporti Toninelli: nessuno ha comunicato la loro presenza, spiega a Primocanale una fonte qualificata.

Un’assenza, la loro, che rientra nel clima che ha portato alla definizione dei contratti: un percorso tortuoso, carico di tensioni e qualche minaccia, al punto che a poche ore dall’evento simbolico della firma non stupirebbe se qualcuno, clamorosamente, si tirasse indietro. Secondo infatti quanto riportato dall'Ansa, l'azienda genovese Vernazza potrebbe sfilarsi dal team. Proprio Vernazza era stata una delle prime a intervenire dopo l'emergenza scattata con il crollo del ponte. Ma non solo, anche Fagioli - secondo quanto riportato dall'edizione on line del Corriere della Sera - potrebbe decidere di non firmare il contratto.

Gli esperti, coordinati dall’amministratore delegato di Rina Consulting Roberto Carpaneto, hanno suddiviso la contrattualistica in due distinte aree: la demolizione e la ricostruzione.

La prima fase è molto delicata: i tempi sono strettissimi e i rischi decisamente elevati. Le aziende che domani firmeranno l’incarico si assumeranno ogni responsabilità civile e penale sul loro lavoro e dovranno rispondere di ogni minimo ritardo. Ogni crepa, mattone, calcinaccio del vecchio Morandi sono adesso affar loro.

C’è poi la partita della ricostruzione, che dipende da una serie infinita di variabili: la prima, banalmente, dalla data di partenza, che dovrebbe essere il primo aprile, se i demolitori saranno lesti nel concludere il lavoro.

Ma consegnare un gigante come il nuovo viadotto in così pochi mesi, l’intenzione è di vederlo in piedi entro capodanno, non è uno scherzo.

Per questo i cavilli inseriti nei contratti sono stati letti mille volte, e poi aggiustati e modificati. Ci sono state molte riunioni, l’ultima oggi al Matitone, altre nei giorni scorsi, una ieri fino a sera inoltrata a Milano.

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