CRONACA


Ponte Morandi, assegnazione lavori demolizione. Pool di tecnici ricorre alla Corte dei Conti

marted́ 12 febbraio 2019
Ponte Morandi, assegnazione lavori demolizione. Pool di tecnici ricorre alla Corte dei Conti

GENOVA -   Per "presunte incongruenze e anomalie nel processo decisionale e nel procedimento di affidamento relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi a Genova", una cinquantina tra ingegneri, architetti, docenti universitari e liberi professionisti di diverse città italiane hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti della Liguria. Il capofila dell'iniziativa è il professor Enzo Siviero, ingegnere esperto di ponti. I professionisti chiedono di attivare i necessari accertamenti e provvedimenti al fine di evitare eventuali danni erariali. Per i firmatari dell'esposto la scelta di demolire interamente il viadotto e ricostruirlo non trova una giustificazione tecnica e soprattutto comporterebbe un grave danno erariale.


La demolizione integrale dell'opera e della sua totale ricostruzione non appare razionale né sufficientemente motivata", in quanto costituirebbe "una perdita irreversibile per il patrimonio pubblico oltre a comportare un produzione di un ingente volume di detriti", scrivono i firmatari nell'esposto. Non solo, nelle 5 pagine ora al vaglio della procura contabile, i firmatari sottolineano come il costo annunciato di oltre 200 milioni di euro sia eccessivo e spiegano come "il costo della ricostruzione della sola parte crollata e consolidamento dell'esistente è invece stimabile, in base ai costi correnti di mercato, tra i 70 ed i 90 milioni, con un tempo di esecuzione inferiore ai 12 mesi". Contestata anche la procedura di affidamento della demolizione e della ricostruzione che giudicano "anomala" in quanto affidate senza gara o comunque procedura concorrenziale ad evidenza pubblica.

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