CRONACA

Pareri opposti da parte di cittadini. E intanto da luned́ pronto il primo tratto

Pericolosa o necessaria: tra pioggia e salite genovesi divisi sulle piste ciclabili

di Andrea Popolano

domenica 17 maggio 2020
Pericolosa o necessaria: tra pioggia e salite genovesi divisi sulle piste ciclabili

GENOVA - Pericolosa, finalmente, speriamo sia la volta buona, inutile, svolta green, ma chi la usa? Genovesi divisi sulla nuova rete ciclabile che l’amministrazione comunale sta mettendo in piedi in questi giorni per far fronte alle criticità che emergeranno da lunedì 18 maggio quando la Fase 2 (o Fase 3 come si preferisce chiamarla) prenderà definitivamente il via. Per strada e sui social è un vero fiume di commenti e giudizi, tra loro spesso diametralmente opposti, sulla effettivamente utilità della misura. Il piano del Comune di Genova prevede al momento tre direttrici: da De Ferrari a Boccadasse (linee dedicate già tracciate), da De Ferrari alla Fiumara (che sorgerà la settimana prossima) e quella della Val Bisagno da De Ferrari a Staglieno (QUI I PERCORSI CON LE VIE INTERESSATE).

I COMMENTI DEL GENOVESI - "Ho visto le linee per quella che porta a Boccadasse, ma a cosa serve? È solo pericolosa per chi la userà" spiega Francesco. Sulla stessa lunghezza d’onda Lucia: "Da una parte i parcheggi, poi in mezzo la corsia dedicata alle bici e quindi una corsia dove dovranno passare bus e auto, il pericolo sinceramente c’è, si poteva pensare meglio". "Idea bella ma strada troppo stretta per una sola corsia di auto. succederà che la corsia lato mare sarà sempre bloccata dal traffico e i ciclisti avvelenati dallo smog" scrive su Facebook Paolo. Non solo commenti negativi però, come Guido che sottolinea l'utilità:  "In tutta Italia funziona, le usano in città più congestionate di noi e funziona. Pensate che se andaste tutti in bici, non ci sarebbe traffico e ridurreste l'inquinamento" o ancora Christian che apprezza questo "timido tentativo" di avviare una mobilità green e ancora Gabriele: "Personalmente sono contento, io la bici la uso ogni giorno, in qualsiasi condizione atmosferica. La uso principalmente per andare a lavorare tutti i giorni, l'ho sostituta alla macchina. Con l'assicurazione capofamiglia sono assicurato anche per la bici. Sinceramente lo vedo come un passo avanti" spiega.

L'idea della rete è nata anche per sopperire a quelle che saranno le limitazioni imposte sugli autobus con i posti a scacchiera che riducono di oltre il 50% il numero di passeggi a bordo, l'obiettivo è favorire gli spostamenti per andare al lavoro e in centro a fare le commissioni utilizzando questi mezzi. Marco, responsabile di un'agenzia di assicurazioni in centro spiega: "Non mi sembra una buona idea, voglio proprio vedere i colleghi che arrivano al lavoro in bici, d'estate fa troppo caldo e avrebbero bisogno di farsi una doccia per prendere posto nel lor ufficio e accogliere i clienti, e in autunno beh, la pioggia a Genova non manca, per non parlare poi della morfologia della città piena di salite e discese, chi potrà si prenderà una bici elettrica o a pedalata assistita, ma per gli altri? Avranno necessità di trasformarsi in novelli Pantani". Poi però c'è Mara che invece apprezza la soluzione: "In città come Bologna e Parma o in Toscana è normale usare la bici per andare a lavorare, impareremo anche noi a sfruttarla". Insomma visioni opposte, e non di poco.

BUCCI E LA VIABILITA' - Il sindaco di Genova Marco Bucci spiega il perchè della decisione della pista ciclabile in corso Italia che di fatto trasforma la via in strada a impatto turistico: "E' un cambiamento grosso. La strada diventa una via per il passeggio, per le biciclette, per vedere il mare, non dobbiamo pensare che corso Italia sia una via principale di comunicazione, questo è un errore, la via per spostarsi è via Righetti che sta più a monte, è quella che dovremmo usare per i movimenti cittadini. Perchè fare la pista sul percorso pedonale? C'è un pavimento importante che non vogliamo rovinare e poi soprattutto non vogliamo penalizzare perc chi va a piedi". 

SALITE, CLIMA E L'USO DELLA BICI A GENOVA - L'Istat classifica il Comune di Genova come appartenente alla zona altimetrica "montagna litoranea" (zona con presenza di rilievi con altitudini superiori ai 600 m), il territorio della città si estende per 240,29 km², gli abitanti sono oltre 575mila. La rete per il momento interessa praticamente solo parti pianeggianti della città. Ma è pur vero che in tanti vivono sulle alture e quindi prima di poter arrivare nella rete ciclabile sarebbero comunque costratti ad attraversare parte della viabilità urbana condividendo la strada con auto, scooter, camion e bus. E poi c'è il ritorno a casa, appunto in salita. 

Altro discorso è quello legato al clima. Le piogge sono presenti in quantità diverse durante l'anno: più localizzate, sporadiche e prevalentemente a carattere temporalesco durante i mesi estivi (luglio è il mese più secco con una media di 27 mm), raggiungono l'apice della frequenza e dell'intensità tra fine agosto e novembre (è proprio ottobre, il mese centrale del periodo, il mese più piovoso, con 213,7 mm di media), quando di norma scende di latitudine il flusso delle correnti perturbate atlantiche, ma soprattutto si rompe il tempo estivo in un mare caldo, che carica di energia le perturbazioni. Il dato più critico è quello che riguarda la piovosità, all'anno si registrano 130 giorni di pioggia (il 35,6%) quasi equamente distribuiti lungo le stagioni: 33 giorni di pioggia in inverno, 36 giorni in primavera, 25 in estate e 36 in autunno. Per chi usa la bici non proprio una buona notizia. In effetti basta osservare il traffico nei giorni di pioggia, chi usa abitualmente moto e scooter lascia il mezzo a due ruota a casa e prende la macchina e il traffico lungo le strette stratte cittadine ne risente.

INCENTIVI DAL GOVERNO E DAL COMUNE - Il governo nella sua misura ha previsto un bonus biciclette e monopattini con uno sconto del 60% sull’acquisto di bici e monopattini che può arrivare al massimo fino a 500 euro e vale solo per chi abita in città con almeno 50mila abitanti. A Genova già da due anni ci sono misure e incentivi a sostegno della mobilità green e anche quest'anno previsti 500 euro per agevolare l'acquisto di mezzi a due ruote sostenibili attraverso un nuovo bando che considera bici classiche ma anche scooter elettrici con l'idea di Tursi di premiare maggiormente chi poi nei fatti utilizza realmente il mezzo.

CHI USA I MEZZI A GENOVA - C'è anche un altro elemento da considerare per capire se la misura per incentivare l'utilizzo delle bici può funzionare. L'obiettivo è sopperire alle difficoltà dei mezzi di trasporto pubblico obbligati a ridurre i posti disponibili a causa del distanziamento fisico utile a evitare il contagio del coronavirus. Ma molti genovesi si chiedono e analizzano chi è che abitualmente usa i mezzi pubblici? In generale la rete Amt di Genova conta 135 milioni di passeggeri trasportati in un anno. La maggior parte sono anziani, stranieri e giovani studenti. Considerando che per gli anziani diventa un problema fare a meno dei bus, per i mezzi a due ruote a pedalata restano studenti e stranieri. E allora l'obiettivo potrebbe essere proprio quello di trasformare la loro tipologia di mobilità cittadina cercando di puntare proprio su di loro e favorirne l'utilizzo delle bici.

Altro problema è quello legato a dove lasciare le bici. In questo caso l'assessore alla Mobilità del comune di Genova Matteo Campora ha parlato di rastrelliere ma anche di accordi con chi gestisce i parcheggi a pagameto in modo da dedicare un'area ad hoc per chi usa le bici.  Ma anche su questi temi non mancano le discussioni in città. Paola spiega: "Mia figlia non ha la patente e mandarla a scuola in bici sarebbe un pericolo per lei e per gli altri perchè prima di arrivare nella pista dovrebbe affrontare la viabilità normale e poi dove lascerebbe la bicicletta in sicurezza senza correre il rischio di vedersela rubare?", ma c'è anche chi è più favorevole alla possibilità: "Se l'Università si adegua per me non ci sarebbero problemi a usarla per raggiungere l'ateneo" racconta Filippo, 21 anni iscritto alla facoltà di Lettere. La conferma che forse proprio i più giovani sono quelli più disponibili a cambiare abitudini. 

Il quadro che esce dall'indagine mette in evidenze dubbi, perplessità ma anche una certa accettazione della necessità di cambiare il modo di spostarsi in città, resta ora da vedere nel piano pratico come e se verrà utilizzata la rete che sta nascendo a Genova. Intanto da lunedì 18 maggio la prima parte sarà già pronta e percorribile.

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