cronaca

L'arcivescovo di Genova a Firenze per la Conferenza europea del clero
1 minuto e 52 secondi di lettura
 "Per tutti noi la prima cosa da fare è essere noi stessi, dei sacerdoti e dei vescovi, quindi dei pastori secondo il cuore di Dio, secondo le indicazioni della Chiesa". Così il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a Firenze a conclusione della prima Conferenza europea sulla formazione del clero e la prevenzione degli abusi sui minori organizzata dall'arcidiocesi di Firenze in collaborazione con il Centre for child protection dell'università gregoriana.


"Detto questo - ha proseguito Bagnasco - bisogna anche curare sempre più e meglio, con aiuti specifici che oggi abbiamo a disposizione, la formazione di base, che non è altro rispetto alla formazione cristiana, sacerdotale, ma che ha dei suoi elementi specifici, da affrontare sempre meglio con le cognizioni, con le tecniche e le e le acquisizioni scientifiche che il nostro tempo ci offre". Lo ha detto 

In Italia "siamo stati i primi tra le Conferenze episcopali nel mondo che hanno potuto tradurre, secondo le indicazioni della Santa Sede, le linee guida generali nella situazione nostra" ha sottolineato Bagnasco. "Temporalmente - ha aggiunto - siamo stati i primi proprio perché abbiamo preso con estrema celerità queste indicazioni e siamo arrivati ad un buon lavoro. Dal punto di vista delle singole diocesi, se penso alla mia, a quella di Firenze e ad altre, ogni diocesi cerca di mettere in atto le indicazioni particolari ma anche generali delle linee che ci siamo dati come Chiesa italiana. Tradotto vuol dire che ogni seminario nelle diocesi immette in un modo o nell'altro anche delle presenze nuove, delle forme di consulenza con persone, sacerdoti o laici, esperti di questa materia".

L'arcivesco di Genova ha voluto analizzare anche alcuni dati: "Da quello che si dice e si legge, sappiamo che la percentuale degli abusi di questo genere è altissima. Ma credo che il 90-95% avviene non nell'ambito della Chiesa, grazie a Dio. Però io faccio fatica a dire questo anche se è un dato perché mi sembra quasi come dire 'in fondo ce ne sono pochi in famiglia nostra' e questo non vuol dire niente perché anche un solo caso di abuso è un fatto gravissimo e dolorosissimo".