salute e medicina

Lunedì 29 giugno il primo intervento
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Da lunedì 29 giugno, con il primo intervento di chirurgia vascolare nella nuova e modernissima sala ibrida, inizia l’attività del nuovo blocco operatorio dell’Ospedale Policlinico San Martino. 10 moderne sale operatorie di cui una dedicata alla chirurgia robotica, attività rilevante ed innovativa che coinvolge già la chirurgia generale e coinvolgerà anche altre chirurgie specialistiche, ed un’altra ibrida, dotata cioè di un moderno angiografo e strumentazioni che consentono interventi condotti con tecnica endovascolare e sotto controllo radiologico ma anche con tecnica open o mista quando questo fosse necessario. Costo complessivo 21 milioni di euro.


"La giornata di oggi, con l’avvio dell’attività chirurgica nelle nuove sale operatorie – afferma la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale – è un segnale importante e positivo nella direzione di una costante e progressiva ripartenza, per un graduale ritorno alla normalità. È un impegno mantenuto di cui sono orgogliosa. Voglio ringraziare tutti i professionisti che, appena conclusi i lavori, si sono messi a disposizione trasformando alcune aree di questo nuovo blocco operatorio in posti letto di terapia intensiva, fondamentali per salvare vite nel fronteggiare l’emergenza che abbiamo vissuto. L’avvio dell’attività chirurgica è un segnale anche per il futuro, per poter affrontare al meglio le sfide che verranno".


La realizzazione, iniziata nel luglio 2015 con il bando di gara, ha duramente impegnato la direzione ed i tecnici del Policlinico. Nel 2017 l’inatteso fallimento dell’azienda capofila della associazione di impresa responsabile della realizzazione dell’opera, una palazzina di 2 piani sul retro del Monoblocco accanto all’edificio dei nuovi laboratori ormai noto come “fagiolone”, aveva creato serie difficoltà tanto da mettere in dubbio l’intera realizzazione che doveva essere inderogabilmente completata entro il 31 dicembre 2019 pena la perdita dei finanziamenti. La tenacia e la determinazione della dirigenza dell’ufficio tecnico unita al costante e continuo supporto degli uffici regionali hanno permesso di ricostituire rapidamente il gruppo di imprese per la realizzazione assegnando l’incarico di capofila alla ditta seconda classificata alla gara d’appalto, il Consorzio genovese CMCI. Da quel momento i lavori sono proseguiti speditamente e con estrema efficienza tanto che grazie alle economie di scala realizzate in corso d’opera è stato possibile attrezzare completamente anche la sala ibrida la cui realizzazione era prevista solo successivamente. Completati i lavori, l’avvio delle attività è stato di necessità rinviato per l’insorgenza dell’emergenza Covid anche se alcune porzioni, l’area di preanestesia e risveglio e quelle dedicate alla nuova terapia intensiva, sono state attrezzate per incrementare i letti di rianimazione per i pazienti Covid.


Il nuovo blocco consta di 10 sale operatorie totalmente nuove ed attrezzate cui si aggiungeranno altre 4 sale del vecchio blocco operatorio che sono andate incontro ad un processo di “upgrading” con connessione in rete con le altre sale e possibilità di richiamo dati e integrazione delle immagini. Saranno disponibili ampie aree con postazioni completamente monitorizzate che garantiscono la totale sicurezza sia nella fase di preanestesia prima dell’intervento chirurgico che la gestion dell’immediato postoperatorio. Inoltre l’inizio dell’attività in questa nuova ala permetterà di avviare lavori di manutenzione, ristrutturazione e riorganizzazione degli spazi nell’intero Monoblocco per la totale gestione chirurgica ed intensivistica dei pazienti più complessi in questa unica sede. In particolare verrà rimodulata la disponibilità e la funzionalità delle aree di terapia intensiva ricavando un’area dedicata esclusivamente alla terapia intensiva postoperatoria cardiovascolare ed una nuova terapia intensiva cardiologica (UTIC) a supporto di due moderne sale di cardiologia interventistica avanzata e di una sala di aritmologia. La maggiore disponibilità di spazi operatori permetterà anche di riprogettare ed ampliare la consolidata attività di trapianto di organi solidi.


"Un risultato eccezionale che sottolinea il valore del lavoro di squadra – aggiunge Giovanni Ucci, Direttore Generale dell’Ospedale Policlinico San Martino –. Se San Martino è riuscito a centrare l’obiettivo nei tempi previsti superando gli imprevisti e le difficoltà incontrate nel percorso è stato solo grazie alla determinazione, alla collaborazione ed alla coesione di tutte le componenti tecniche e professionali che hanno contribuito al progetto, con il costante e continuo supporto da parte della componente regionale, riuscendo addirittura a migliorarlo rispetto alle previsioni iniziali grazie ad un certosino lavoro per utilizzare al meglio le risorse che ci erano state messe a disposizione. A me non resta che ringraziare tutti augurando che questo sia un ulteriore passo per permettere al nostro Policlinico di far fronte con sempre maggiore efficacia agli impegni di un grande ospedale di ricerca e formazione di valenza internazionale". 


I direttori dei dipartimenti Chirurgico, Cardio-Toraco-Vascolare e di Anestesia e Rianimazione plaudono al successo ottenuto nonostante il difficile periodo per la sanità legato all'epidemia. Il Policlinico disporrà di una piastra chirurgica di alto livello dotata delle più avanzate tecnologie tra le quali annoveriamo una sala dedicata alla chirurgia dei trapianti, una sala per la chirurgia robot- assistita ed infine una sala ibrida per la gestione completa delle patologie chirurgiche cardiovascolari.
Il nuovo blocco operatorio insieme alla nuova terapia intensiva cardiovascolare posta nelle adiacenze inserisce un tassello determinante che vede tra il secondo ed il quarto piano del Monoblocco il cuore dell'alta intensità clinica.