POLITICA

Missiva al presidente del Consiglio Conferenze Episcopali d'Europa

Papa Bergoglio scrive al cardinal Bagnasco: "Carità come antidoto contro i populismi"

venerd́ 04 ottobre 2019
Papa Bergoglio scrive al cardinal Bagnasco:

CITTÀ DEL VATICANO - La carità come "antidoto" alle "lacerazioni" e "contrapposizioni" del nostro tempo delle quali "si nutrono i populismi". E' la via indicata da Papa Francesco in un messaggio al cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (Ccee) per l'Assemblea Plenaria in corso a Santiago de Compostela, in Spagna, sul tema "Europa, tempo di risveglio? I segni della Speranza".

Il pontefice invita i vescovi a cercare i segni, anche piccoli, di speranza. "Tanti ve ne sono, spesso nascosti anche se sovente siamo portati a non rendercene conto. Li vediamo a cominciare dalla sollecitudine di tanti nostri fratelli verso quanti sono nella sofferenza e nel bisogno, specialmente i malati, i carcerati, i poveri, i migranti e i rifugiati; come pure nell'impegno in campo culturale, specialmente nell'educazione dei piu' piccoli che sono il futuro dell'Europa", dice Papa Francesco. Tra le vie possibili il Papa suggerisce quella della carità nel messaggio al presidente del Ccee e arcivescovo di Genova. Bergoglio la definisce come "il più grande antidoto contro le tendenze del nostro tempo, piene di lacerazioni e di contrapposizioni".

La carità apre e fa respirare, insiste il Pontefice, al contrario dei populismi. "I populismi che vediamo dilagare di questi tempi si nutrono della continua ricerca di contrasti, che non aprono il cuore, anzi lo imprigionano dentro muri di risentimento soffocante. Invece, la carità apre e fa respirare. Essa non contrappone le persone, ma vede riflesse nel 'bisogno degli ultimi' le necessità di ciascuno di noi, poiché tutti siamo un po' indigenti, tutti un po' fragili, tutti bisognosi di cure".

Il messaggio arriva a distanza di breve tempo dalla scelta di Giuseppe Pignatone per presiedere il tribunale della Santa Sede dove è stato chiamato per volontà di Papa Francesco. Il magistrato settantenne, andato in pensione l'8 maggio scorso, a chi chiedeva del suo futuro rispondeva: "E chi lo sa? Di sicuro avrò tanto tempo a disposizione per leggere, ma non si escludono sorprese". E la sorpresa è arrivata, dopo i sette anni a Piazzale Clodio, con i quali sembrava aver chiuso la lunga carriera passata da Reggio Calabria (dal 2008 al 2012) e dalla sua Sicilia, dove ha lavorato per quasi trent'anni.

Il lavoro di Pignatone di preannuncia quantomeno 'impegnativo'. L'Espresso ha pubblicato sul suo sito documenti riguardanti presunte operazioni immobiliari all'estero del Vaticano che, secondo il settimanale, sarebbero all'origine dell'inchiesta che in questi giorni ha condotto al sequestro da parte dei pm vaticani di carte e pc negli uffici della Segreteria di Stato e dell'Autorità anti-riciclaggio (Aif) e alla sospensione cautelare di cinque funzionari, di cui 4 laici e un monsignore. Gli investigatori vaticani starebbero indagando, secondo il settimanale, sulle operazioni finanziarie avvenute tra Roma, Londra e il Lussemburgo negli ultimi otto anni.

Proprio nel Granducato, tra il 2011 e il 2012, era ancora il pontificato di Ratzinger e segretario di Stato era Tarcisio Bertone, la Segreteria di Stato aveva deciso di fare affari con Raffaele Mincione, finanziere italo-londinese. La holding WRM e il fondo Athena Capital di Mincione, entrambi con sede in Lussemburgo, avrebbero partecipato a investimenti cui il Vaticano avrebbe indirizzato 200 milioni di euro, tra cui l'acquisto di alcuni immobili di pregio a Sloane Avenue, nel centro di Londra.

L'inchiesta finanziaria in Vaticano che ha portato alla sospensione di quattro dirigenti e di un prelato è anche "frutto del lavoro di Cosea che ci ha visto cadere addosso tanto fango perché era una di quelle cose su cui non si poteva indagare". Lo sottolinea Francesca Immacolata Chaoqui, ex membro della Cosea, la commissione referente di studio e indirizzo sulla organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede. Per Chaoqui la giustizia vaticana "ha segnato un cambio di passo" con la nomina dell'ex capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone al Tribunale Vaticano da parte del Papa. "Pignatone ha esperienza solidissima e ha avuto a che fare anche con reati che hanno coinvolto la Santa Sede. Ottima scelta".



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