CURIOSIT└

L'edizione 2019 della cerimonia ideata dal Marchese Andrea Pedemonte Cabella

Nobili Protettori, patrizi e l'impegno in cravatta rossa per salvare il salame

di gil.v

martedý 15 ottobre 2019
Nobili Protettori, patrizi e l'impegno in cravatta rossa per salvare il salame

SANT'OLCESE - Il Nobile Protettorato del Salame di Sant'Olcese è l'usanza che, annualmente, richiama a raccolta figure di spicco dell'imprenditoria e della politica ligure per dichiarare fedeltà e difesa verso il prodotto gastronomico simbolo del paese d'alta Valpolcevera. A inventarlo, Andrea Pedemonte Cabella, uno dei due produttori ancora attivi sulle alture delle genovesato: "Tanti patrizi genovesi si mettono a disposizione giurando fedeltà a questa arte che va indietro nel tempo e profuma esclusivamente di qualità".


Nel corso degli anni - vedi link sottostanti - sulle colline d'entroterra si sono alternati uomini e donne simbolo dell'economia. L'edizione 2019 è stata organizzata all'insegna della cultura, senza mai tralasciare il protocollo della cerimonia: sfilata verso l'oratorio paesano in rigoroso abito scuro con cravatta e calzini rossi, come il sangue del maiale, e successivamente il coltello posato sulla spalla del nuovo Protettore direttamente dal padrone di casa. 


A scoprire una inconsueta cartolina dell'interno di Genova che, tra storia e un po' di goliardia, mette al centro un prodotto di qualità sono stati figure come la soprano Serena Gamberoni moglie del tenore Francesco Meli. Ma anche Elena Bagnasco, nipote di Giorgio Parodi fondatore di Moto Guzzi. E poi ancora il notaio Franco Lizza, il Marchese Orso Serra, Conte Paolo Sacchi Nemours. 


Tra le presenze illustri anche il sindaco di Genova, Marco Bucci, Sua Altezza Imperiale Martino D'Austria Este, il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini, il Console Generale di Panama, Noemi Montenegro, il segretario genovese Pd, Alberto Pandolfo, e la vice sindaco di Sant'Olcese, Sara Dante. 



La sintesi di Andrea Pedemonte Cabella: "Chi ci mette la faccia, gustando poi i nostri prodotti, ha consapevolezza di quanto sia fondamentale, per la cultura locale, l'arte che tramandiamo da secoli, quella del salame. Obiettivamente, il nostro futuro è in pericolo. C'è bisogno di riscoprire le tradizioni e noi lo facciamo anche in questa modalità". 

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