PORTI E LOGISTICA

A Primocanale il professo Musso, coordinatore della mobilità urbana sostenibile

Mobilità a Genova, piste ciclabili e qualità del servizio pubblico: Tursi traccia la strada

di Andrea Popolano

mercoled́ 11 settembre 2019
Mobilità a Genova, piste ciclabili e qualità del servizio pubblico: Tursi traccia la strada

GENOVA - Coordinatore mobilità urbana sostenibile. E' questa la carica esatta che il professor Enrico Musso andrà ufficialmente a ricoprire all'interno di palazzo Tursi. Dopo il rimpasto in giunta voluto dal sindaco di Genova Marco Bucci il docente dell'ateneo acquista maggior peso nelle dinamiche tecniche della mobilità cittadina. Ancora per rendere tutto ufficiale serve il bia libera da parte dell'Università, ma sembra questione di pochi giorni ormai.

A Primocanale il professore spiega quali sono gli obiettivi che si pone di raggiungere in collaborazione con l'assessore ai trasporti di Tursi Matteo Campora. Dal servizio pubblico, alle piste ciclabile, dalla metro ai parcheggi di interscambio i temi da affrontare sono numerosi in una città come Genova che tra strade strette, vallate e centro storico deve fare i conti con mille difficoltà.  "In tre anni dobbiamo lavorare al rovesciammeto delle problematiche. La mobilità sostenibile e il servizio pubblico passano attraverso la qualità del servizio, bisogna invogliare la gente a usare i mezzi pubblici perchè sicuramente sono meglio di quelli privati" spiega Musso.

Tra i vari obiettivi che l'amministrazione si è segnata in agenda c'è quello del prolungamento della metropolitana. L'assessore Campora punta a iniziare nel 2020: "Non c'è dubbio che il completamemto di una metropolitana oggi troppo corta, sia a levante che a ponenete sia un elemento importantissimo in questo senso - spiega ancora Musso -. Inoltre c'è la fermata di piazza Corvetto che è già pronta di fatto ma ha bisogna di una serie importante di lavori anche di un certo costo per essere completata, ma puntiamo anmche a questo. E poi c'è il problema della val Bisagno, l'unica parte della città che non ha un asse su ferro e ha volumi di traffico molto importanti. Qui si prevede un intervento forte. E c'è anche il progetto del skytram ma che ha tempi un po' più lunghi. Il vantaggio dello skytram è che aggiunge una corsia, non occupando una corsia al traffico già sostenuto dell'area".

Altro tema su cui l'aministrazione Bucci intende accelerare è quello delle piste ciclabili. "Nel passato la questione delle piste ciclabili non è mai stata affrontata seriamente a Genova, spesso era fondi europei che arrivavano e dovevano essere utilizzati e quindi sono state create delle piste ma senza un piano ampio. Tra gli obiettivi abbiamo quello della relizzazione della pista in corso Italia che rappresenta una fetta di quello che è una parte del progetto che portarà a collegare Bocadasse con la Fiumara. Il tema delle ciclabili va affrontato ma serve anche maggiore sicurezza da parte dei ciclisti che capita invece di vedere passare con il rosso e non rispettare le regole. E' chiaro che per una maggiore sicurezza di tutti ci voglione spazi dedicati ad hoc".

L'uso delle macchine e soprattutto di scooter e motocicli a Genova è un'abitudine consolidata. I parcheggi di interscambio possono essere una soluzione per alleggerire il traffico in centro: "Bisogna far sì che i flussi che partono da casa intercettino il prima possibile queste persone in modo che possano lasciare il proprio mezzo e muoversi poi con i mezzi pubblici. va fatto pensando alle varie direttrici di cui è costituita la città e non dobbiamo necessariamente pensare a grandi spazi" precisa Musso che quindi pensa a diversi spazi ad hoc di piccole dimensioni.

Ma non solo, lo sguardo va verso anche ad altre situazioni particolari della città. Come quella che da chi proviene da via Gramsci e vorrebbe girare a sinistra verso Porta di Vacca e quindi risalire per piazza della Nunziata invece deve fare il giro da Caricamento e quindi tornare indietro. "In quella zona si concentrano flussi di residenti e turisti, certamente è una questione che va affrontata, così come la presenza dei semafori prima e dopo il tunnel di Caricamento, un sottopassasso nasce proprio per evitare rallentamenti di questo tipo".

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