CRONACA

Da Fb a Primocanale, il tesoriere regionale del Pd va all'attacco

Mancate decisioni sul Bisagno, Raggi: "Burlando poteva fare di più"

mercoledì 15 ottobre 2014

Dall’attacco su Fb alle dichiarazioni in tv, il tesoriere regionale del partito democratico, Giovanni Battista Raggi, si scaglia contro il sistema di mancate decisioni relative al caso Bisagno e dice: “Burlando poteva fare di più”.


GENOVA - Tutto parte da Facebook. In un post sul proprio profilo, Giovanni Battista Raggi, tesoriere del Pd in Liguria, afferma di "provare angoscia di fronte al fatto che nessun abbia avviato i lavori sul Bisagno", nonostante il Tar avesse rigettato la sospensiva dei lavori. “Sento il dovere di assumere la responsabilità morale e politica di ciò che accade e chiedo scusa alla popolazione locale, indipendentemente da i ruoli”, ha confermato Raggi a Primocanale.

Chiunque si occupi di amministrazione o di politica non può girarsi dall’altra parte e far finta di non sentire”, ha proseguito il tesoriere del Pd. "Leggendo l’ordinanza n.321 del 24 agosto 2012 del Tar Liguria si diceva che, essendoci un pregnante interesse pubblico all’immediato avvio dell’opera che mette in sicurezza il territorio, si rigettava l’istanza di sospensione da parte dei ricorrenti. Significa che fino a quel momento, chi aveva il potere in quel momento aveva due scelte: da una parte esercitare una responsabilità nei confronti della cittadinanza, rischiando però una denuncia per danno erariale, oppure scegliere la via della prudenza attendendo la decisione degli ordini giudiziari”.

Raggi rincara sulla mancanza di iniziativa di Claudio Burlando. Per il reppresentante del Pd il presidente della Regione e Commissario dei lavori sul Bisagno ha sottolineato che “senz’altro, in quel momento, un discorso di valutazione e richiesta all’avvocatura di Stato per poter avviare i lavori si poteva prendere in considerazione”. La conclusione è amara quanto pragmatica. “Chi fa amministrazione è pagato per assumersi responsabilità a tutela della popolazione, ma anche fosse stato un volontario avrebbe dovuto comunque fare gli interessi della cittadinanza”. 

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