CRONACA

E' quanto precisa in una nota la Regione Liguria

Maltempo in Liguria, dal 2015 sono arrivati e sono stati impegnati 550 milioni di euro

mercoledý 27 novembre 2019
Maltempo in Liguria, dal 2015 sono arrivati e sono stati impegnati 550 milioni di euro

GENOVA - Ammontano ad oltre 550 milioni i finanziamenti attivati dal 2015 ad oggi su tutto il territorio ligure, con l'impegno di tutti i fondi a disposizione e la spesa di buona parte delle risorse assegnate per manutenzioni ordinarie e straordinarie, per interventi di protezione civile e di difesa del suolo. E' quanto precisa, in una nota, la Regione Liguria, dopo che questa mattina il governatore Giovanni Toti, nel corso del punto stampa sul maltempo, ha confermato che l'ente ha impegnato il 100% delle risorse a propria disposizione per il dissesto idrogeologico. In particolare, tra il 2015 e il 2018 sono stati spesi tutti i finanziamenti assegnati alla Liguria per manutenzione ordinaria e straordinaria per oltre 14,7 milioni. Inoltre, sono stati assegnati alla Liguria e tutti impegnati quasi 193 milioni per interventi di Protezione civile. Mentre poco meno di 345 milioni sono arrivati e sono stati impegnati sul fronte della difesa del suolo, tra cui 10,2 milioni di cantierizzazioni nel 2019.

La precisazione della Regione arriva dopo l'annuncio del Codacons di un esposto in Procura per sapere se l'ente ha speso i 10,1 milioni stanziati dal governo nel "Piano ProteggItalia" del 2019, per cinque interventi urgenti di messa in sicurezza del territorio. I lavori riguardano la mitigazione del rischio idrogeologico ad Ameglia, Borzonasca, Sassello, Verra' Riccò e Genova centro. "I 10 milioni a cui fa riferimento il Codacons sono una minima parte del 'ProteggiItalia' che ci ha assegnato anche 340 milioni per il 2019, 2020 e 2021 per interventi di messa in sicurezza e resilienza su tutto il territorio regionale. La quota del 2019, per oltre 100 milioni di euro, e' gia' stata interamente assegnata e gli interventi cantierati entro il mese di ottobre, come previsto", spiega l'assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone.

"Forse- prosegue Giampedrone- non è noto a chi minaccia esposti che i finanziamenti sono stati assegnati alla Liguria il mese scorso. Nonostante ciò, non abbiamo perso neanche un minuto e tutti gli interventi sono stati avviati secondo le procedure previste". Per l'impianto idrovoro Canal Grande ad Ameglia (oltre 6 milioni di euro) il progetto è già in Conferenza dei servizi e si prevede di avviare la gara per l'affidamento dei lavori entro aprile 2020. Per quanto riguarda i lavori di consolidamento dell'abitato di Prato Sopralacroce nel comune di Borzonasca (399.750 euro), è stato approvato il progetto esecutivo e si prevede di avviare la gara per l'affidamento dei lavori entro marzo 2020. Ammonta a 263.000 euro il finanziamento destinato all'intervento di sistemazione della frana in localita' Colletto nel comune di Sassello: il progetto esecutivo è in corso e si prevede di avviare la gara per l'affidamento dei lavori entro giugno 2020. È già stato approvato il progetto esecutivo per la messa in sicurezza idraulica delle aree a valle di via Profumo, in frazione Mainetto a Serra Riccò, ed entro dicembre partirà la gara per l'affidamento dei lavori. Ulteriori tre milioni costituiscono un'integrazione del finanziamento dello scolmatore del Bisagno.

"Nonostante quanto avvenuto sul nostro territorio in questi anni, in Liguria di ispettori se ne sono visti davvero pochi- commenta il governatore Giovanni Toti- tanto che è stata costretta a intervenire la Procura. Evidentemente c'e' chi al ministero e al Codacons non è ben informato. È quindi necessario ricordare che abbiamo gestito le risorse riguardanti il torrente Bisagno a Genova, per la copertura con l'ampliamento dell'alveo e lo scolmatore che sarà pronto nel 2024". Toti ricorda anche che "centinaia sono stati, poi, gli interventi portati a termine contro il dissesto per rendere piu' sicura la Liguria e per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Abbiamo realizzato anche gli interventi sugli argini del Magra per rendere più sicura l'area alla foce del fiume, da sempre soggetta a esondazioni".



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