POLITICA

Consiglio regionale decisivo dopo il parere negativo della Commissione

Legge elettorale, il referendum incassa quattro Sė: manca all'appello la Liguria per la cinquina

di Giuseppe Sciortino

giovedė 26 settembre 2019
Legge elettorale, il referendum incassa quattro Sė: manca all'appello la Liguria per la cinquina

GENOVA - La richiesta di referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale nazionale promossa da Matteo Salvini incassa quattro sì. Lombardia, Veneto, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, quattro Regioni con governatori del Carroccio, hanno detto sì. Quattro via libera al referendum abrogativo sulla legge elettorale in una giornata: ora tocca alla Liguria esprimersi dopo il pareggio (15 a 15) che in Commissione Affari costituzionali equivale a una bocciatura provocata da Giovanni De Paoli, consigliere regionale eletto in quota Lega e fuoriuscito dal gruppo da qualche mese.

Il senatore leghista Roberto Calderoli già esulta. “Stiamo mantenendo la promessa fatta ai cittadini. E lunedì mattina andremo in Corte di Cassazione a depositare il quesito referendario, in questo modo sarà possibile far esprimere gli italiani già in primavera” Un gioco al rialzo quello di De Paoli che potrebbe invece disturbare l’avanzata della proposta leghista qualora i numeri della maggioranza non riuscissero a ribaltare l’esito della Commissione. Si parte da un 17 a 14 (sulla carta) a favore della maggioranza, ma l’assenza di Claudio Muzio per un impegno istituzionale potrebbe pesare anche se il consigliere di Forza Italia ha più volte espresso un’opinione favorevole all’iniziativa. Quindi si parte dal 16 a 14 con l'incongita De Paoli che, con voto contrario, porterebbe l'esito sul 15 pari e conseguente bocciatura.

Il governatore Giovanni Toti di prima mattina ha messo subito le cose in chiaro. "Se dalle Regioni arriva un segnale netto sul fatto che in questo Paese non si può tornare indietro, alle nostalgie per la Prima Repubblica dei centri-centrini dello zero virgola due per cento, è un buon segnale". Il presidente è consapevole che un eventuale passo indietro rappresenterebbe un inciampo per il suo percorso amministrativo e politico. "Evidentemente dipenderà dalla sensibilità delle componenti della mia maggioranza, né posso chiedere un patto di fedeltà al governatore perché non era nel programma di governo quattro anni fa. Però sono moderatamente ottimista sul buonsenso della proposta", ha concluso Toti.

BOITANO CAMBIA CASACCA, VOTA PER IL SI - In soccorso della maggioranza è arrivato il consigliere Giovanni Boitano, capogruppo di 'Liguri con Paita' ed entrato in assemblea legislativa dopo l'ingresso in parlamento della ex dem Raffaella Paita, ora con Italia Viva di Renzi (LEGGI QUI). "Volevo comunicare al Consiglio la mia partecipazione da oggi al gruppo misto", sono state le sole parole al microfono di Boitano a inizio seduta.

IL PD LIGURIA ATTACCA: ACCORDO SUL LISTINO - Sarebbe il mantenimento nella legge elettorale regionale del listino dei sei consiglieri nominati, come premio di maggioranza per il presidente eletto, la chiave di volta che avrebbe garantito al governatore ligure Giovanni Toti il recupero dei voti necessari ad approvare la proposta di referendum abrogativo della parte proporzionale del Rosatellum. La denuncia arriva dal gruppo del Pd in consiglio regionale. (LEGGI QUI).

LA VOTAZIONE SLITTA A VENERDI - E' slittata a domani, 27 settembre, la votazione del consiglio regionale della Liguria sulla proposta di referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale presentata dalla Lega. La discussione generale si è svolta insieme alla votazione di una quarantina di emendamenti presentati dal Pd e da Rete a Sinistra. Il M5S ha presentato e illustrato una pregiudiziale e una sospensiva. La nuova seduta è in programma dalle 14 alle 18.

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