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L'impianto a carbone continuerà a funzionare ancora a lungo, il sindaco promette battaglia
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La ciminiera della Centrale Enel della Spezia continuerà a rilasciare fumi anche dopo il 2021. A darne notizia è il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini che ha ricevuto dalla società energetica la comunicazione del MISE di non chiudere il gruppo a carbone della centrale fino alla riconversione del gruppo a gas.

“Dal Governo giallorosso - commenta Peracchini - arriva una doppia doccia fredda per la città: da una parte si conferma la volontà della maggioranza dell’esecutivo sorretta da Pd, Leu e Cinque Stelle di continuare a insistere sul nostro territorio con la centrale a carbone. Dall’altra si sconfessano i provvedimenti della conferenza dei servizi decisoria dove tutti i Ministeri competenti avevano indicato la cessazione dell’uso del carbone al 31 dicembre 2021”.

“Insistere ancora con il carbone nel Golfo dei Poeti significa avere una politica ambientale anacronistica e in completa contraddizione con l’economia sostenibile e green che, come amministrazione di centrodestra abbiamo sempre portato avanti. Continueremo a lavorare per fermare il carbone -, conclude il sindaco della Spezia -, verificando la legittimità di questo provvedimento e quanto altro possa essere fatto per ostacolare questa decisione nefasta”.

La variazione del piano di dismissioni dell’unità a carbone scatena il dibattito politico, vista la rilevanza in termini ambientali della riconversione della centrale per il territorio spezzino.

“Il M5s ora getta la maschera e, in nome di un piano energetico nazionale che non tiene conto alcuno dell'ambiente, intima a Enel di non chiudere la centrale a carbone -. scrivono i parlamentari leghisti, Stefania Pucciarelli e Lorenzo Viviani, e Manuela Gagliardi di Cambiamo -. Un fatto gravissimo per un territorio che ha dato tantissimo per la politica energetica nazionale in termini di inquinamento ambientale e che merita più rispetto”.

Interviene anche l'assessore regionale all'Ambiente Giacomo Giampedrone: "Finalmente il sipario è strappato. Oggi, con il diniego sulla chiusura della centrale a carbone della Spezia, il ministero dello Sviluppo economico certifica che negli ultimi anni tutti gli esponenti spezzini del Pd, del Movimento Cinque Stelle e di tutte le forze che sostengono l'attuale Governo nazionale, non abbiano fatto altro che prendere in giro i cittadini su un tema così delicato e importante". Così l'assessore sulle notizie che trapelano dal Mise sul parere di contrarietà alla chiusura dell'impianto spezzino a carbone al 31 dicembre 2021, in difformità con quanto invece previsto nell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) del ministero dell'Ambiente approvata nel dicembre 2019.

"Annunciamo fin da ora che non appena il provvedimento di diniego sarà reso ufficiale nelle sedi competenti per il necessario riesame dell'Aia già richiesto dal Mise, Regione Liguria si opporrà totalmente alla decisione di non far valere come data di chiusura il 31 dicembre 2021".
"Per mesi - aggiunge Giampedrone - Regione Liguria e gli enti di governo territoriali sono stati accusati di opporsi alla chiusura tout-court della centrale, preferendo la conversione al turbogas, mentre il centrosinistra e i Cinque stelle continuavano a raccontare bugie, sostenendo che l'impegno del Governo a chiudere fosse reale e non perdendo la minima occasione per ergersi a paladini dell'ambiente con i cittadini del territorio. Da parte nostra non abbiamo sempre fatto altro che ribadire, a tutti, come stessero le cose: cioè che il Piano energetico del Paese è una misura che spetta esclusivamente al Governo nazionale e che a più riprese lo stesso Mise aveva già lasciato intendere in maniera esplicita che il sito produttivo della Spezia fosse individuato fra quelli da tenere in attività".