politica

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 Caro direttore, colgo l'invito ad esprimere il mio punto non avendo condiviso la divisione dei progressisti e la nascita del partito di Renzi dopo le dichiarazioni del collega Michelucci. Mi pare che sia frequente la motivazione "con chi non stare" per scegliere il nuovo partito, la rispetto, ma é francamente debole per cambiare partito.

Ho condiviso e conosco bene le fatiche di chi é uscito, ma senza un grande partito non si possono fare grandi riforme e le divisioni indeboliscono sempre sia chi va sia chi resta. La fase politica avrebbe richiesto un surplus di coesione perché l'alleanza di governo non è facile portarla avanti e più forze politiche stanno intorno al tavolo più le cose si complicano. Coordino, in Liguria, Base Riformista che è un'opportunità aperta a tutti i riformisti - non solo del Pd - per fare proposte di cambiamento della nostra società, che chiede unità, fantasia e competenza perche' i problemi che abbiamo davanti sono grandi.

La Liguria prosegue in un lento declino e l'esperienza di Toti non ha portato cambiamenti significativi, anzi a volte ha peggiorato la situazione nei settori della sanità, del trasporto pubblico, del turismo, del lavoro e dell'economia. Sono convinto, come Michelucci, che possa nascere un'alleanza con gli amici di sinistra, di Renzi e del movimento 5Stelle. Ma la nuova proposta a quattro non può essere "contro Toti" , deve invece creare i presupposti per ridare benessere ai Liguri, la proposta di un "Modello Liguria '20-30" convincente e concreto. Dunque uno schieramento non a tutti i costi, ma forte di idee concrete e fattibili per le persone e per la nostra debole economia.


*  Pippo Rossetti, consigliere regionale Pd