CRONACA

L'analisi della vittoria di Sanna nel Pd

L'entusiasmo del sindaco e il vento della Guardia

di Gilberto Volpara

sabato 26 settembre 2020
L'entusiasmo del sindaco e il vento della Guardia

GENOVA - In principio fu il Vento del Tobbio, titolo di un libro simbolo della Resistenza alle spalle di Genova, firmato da Alessio Franzone dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.  Nelle ore in cui quelle terre salutano uno degli ultimissimi testimoni di vicende troppo spesso dimenticate, come il partigiano Dante Ghezzi da Pontedecimo, la prima vallata alle spalle della città capoluogo si interroga sul proprio futuro politico. 

    Premesso che il rosso post bellico è sbiadito ormai da tempo, sostituito con varie forme di associazionismo, superiori alla media nazionale per numero e dimensioni, inevitabile la riflessione su quanto emerso dall'ultimo test elettorale che ha riportato il comprensorio, ex industriale in cerca di identità, al centro della discussione cittadina. 

    L'ha fatto grazie all'entusiasmo di un dinamico sindaco di Sant'Olcese, Armando Sanna, e a un'unità di valle più unica che rara con protagonisti prioritari il giovane presidente di Municipio Valpolcevera, Federico Romeo, e l'esperto primo cittadino di Campomorone, Giancarlo Campora, il più a sinistra dei tre, ma comunque uno che fa volontariato da anni per il santuario in cima al monte Figogna, la Madonna della Guardia faro di Genova e dei polceveraschi anche non credenti. 

  Assieme a loro, gran parte degli amministratori di Mignanego, Ceranesi e Serra Riccò, poi, soprattutto, un mare di gioventù che resta la vera notizia dell'ultima tornata, senza dimenticare grandi vecchi della politica locale ben disposti verso un progetto "dai ritmi alti".   

E ora, già, in marcia lungo il Polcevera per la sfida 2022 a Marco Bucci?   

Pensare che quel drappello di ragazzi e ragazze, seppur con un popolo alle spalle, possa ribaltare le sorti di una Cosa lasciata per anni al proprio destino sarebbe ingeneroso. L'esempio di chi ci ha messo la faccia quando gli altri scappavano, senza poi ricevere neanche un grazie, l'hanno in casa e si chiama Gianni Crivello.   

Un anno e mezzo, per la politica, rappresenta un'era geologica. Indubbio, però, come lo skipper di Palazzo Tursi, oggi, resti il primo cittadino più popolare d'Italia anche se, solo adesso, sta iniziando il vero mestiere di sindaco a tempo pieno dopo aver concluso, magistralmente, l'esperienza da commissario del Ponte ex Morandi. E' un ruolo totalmente diverso, fatto di regole moviolistiche, tempi morti e burocrazia sfiancante in grado di logorare tanti, figurarsi un manager che non ha esattamente nella pazienza la principale qualità. E, dunque, tutto può succedere.  

Che la banda Sanna, ribattezzata da qualche vecchio Compagno dei "misci, per niente abelinati", non sfugga alle responsabilità l'ha dimostrato il voto frutto d'anni di amministrazione paesana. A loro il compito di non disperdere quella fiducia nonostante un ruolo di minoranza che, difficilmente, potrà toccare palla. Obbligo di squadra, esportare il vento della Guardia in tutta la città dei democratici e dintorni. Questo sì. Il dovere di provarci, ciascuno nel proprio ruolo.

Chi come l'ex maratoneta di Sant'Olcese, corridore di preferenze non d'apparato. Chi più da profilo partitico come l'under 30 di Rivarolo con formazione giuridica. E chi, mediante la saggezza dell'età, incarna la figura del finanziere (in pensione) francescano (in attività) da Campomorone. Ma pensare che siano i giovani del Figogna a restare con il cerino in mano sarebbe un disegno troppo comodo. A tanti.



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