salute e medicina

Presentato il programma di Restart Liguria
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La Regione Liguria investirà 64 milioni di euro per recuperare la domanda di prestazioni sanitarie rimasta inevasa a causa della pandemia covid, di cui 24 milioni entro il 2021 e 40 milioni entro il primo semestre 2022. Lo prevede il piano di rilancio del sistema sanitario regionale 'Restart Liguria Sanità' presentato nel Palazzo della Borsa di Genova con obiettivo prioritario la riduzione delle liste d'attesa.


Tra le novità previste un taglio della burocrazia per la libera professione 'intramoenia', una "revisione degli standard autorizzativi, tecnici e organizzativi per l'attività chirurgica in regime non degenziale" e un investimento pubblico per l'acquisto di prestazioni nella sanità privata convenzionata.

"Nel 2020 l'attività ospedaliera in elezione in Liguria, per garantire una risposta efficace alla domanda covid correlata, si è contratta complessivamente del 27% per quanto riguarda il numero dei ricoveri passando dai 128 mila del 2019 ai 94 mila del 2020", illustra il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi preannunciando "una maggiore integrazione del sistema sanitario con il territorio".

"Il target incrementale rispetto ai livelli 2019 di prestazioni sanitarie che Restart si prefigge di raggiungere si colloca tra il 20% e il 25% della produzione ospedaliera annuale", spiega il coordinatore della struttura di missione a supporto degli interventi del sistema sanitario regionale Giuseppe Profiti.

"Nonostante l'incidenza del virus in crescita il sistema ospedaliero ligure continua a reggere - sottolinea il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti -. Sappiamo di avere un 'esercito' stanco, ma non possiamo consentire di riposarci. L'armata della sanità ligure ha retto bene, dalla seconda ondata covid in poi abbiamo performato sempre meglio".

Il nuovo sistema 'Restart' prevede il passaggio a regime ordinario dell'attività libero professionale sanitaria intramuraria in spazi esterni. "Dobbiamo offrire il 120%, non tornare al 100%", dichiara Toti. In relazione alle attività che hanno maggiormente risentito della contrazione delle prestazioni a causa dell'emergenza sanitaria, i primi 24 milioni di euro saranno ripartiti entro il quarto trimestre di quest'anno per le aree: ortopedica (8 milioni e 800 mila euro), oncologica (4,3 milioni di euro), specialistica ambulatoriale (4,2 milioni di euro), oculistica (2,9 milioni di euro), uro-ginecologica (1,4 milioni di euro), cardiovascolare (1,1 milioni di euro), otorinolaringoiatrica (800 mila euro), neuro-riabilitativa (500 mila euro).