salute e medicina

La replica del direttore sanitario dopo la relazione dei magistrati
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Botta e risposta a distanza nel giro di 24 ore tra il Policilinico San Martino di Genova e la Corte dei Conti della Liguria. Da un lato il direttore generale del nosocomio Giovanni Ucci, dall'altro il procuratore Claudio Mori. La Corte dei Conti nella sua relazione annuale ha puntato l'attenzione sulla sanità ligure con l'indagine che riguarda il San Martino per migliaia di casi di esami del sangue, e altre analisi di laboratorio, registrate come interne, ma che in realtà non lo erano. I ricoveri, come ha spiegato il procuratore Mori, "erano fittizi e attuati virtualmente al solo fine di consentire al paziente di non pagare gli esami". Attualmente sono 629 i dipendenti del San Martino coinvolti, ma sono al vaglio le pozione di altre 200 persone.

"Preme innanzitutto sottolineare che le valutazioni del procuratore Mori si riferiscono a una vicenda relativa agli anni 2015/16 emersa proprio grazie a una indagine interna avviata dall'amministrazione del Policlinico", ha invece replicato Ucci alle accuse di danno erariale a carico dei dipendenti dell'ospedale genovese. "Da allora si è proceduto al recupero della quasi totalità delle somme evase e sono state avviate azioni disciplinari. Sono state attivate tutte le azioni tecniche e amministrative possibili per mettere in sicurezza il sistema ed evitare che analoghi episodi di malcostume abbiano a ripetersi, in costante e continua collaborazione con gli organi investigativi, le istituzioni e la magistratura", ha proseguito il direttore generale.

Nella relazione il procuratore Mori aveva evidenziato pure che "la Liguria eroga un servizio sanitario a costi elevati e con un livello di qualita' medio-bassa, e che andrebbero indagate le ragioni strutturali e le cause che generano una preponderanza dei costi sui ricavi". Il direttore generale Ucci ha sottolineato che "spiace notare che un giudizio così negativo e lapidario su una vicenda passata venga riproposto con ogni evidenza proprio in un momento in cui il San Martino sta dimostrando la generosità e l'abnegazione di tutti i suoi operatori impegnati quotidianamente, senza distinzione di ordine e mansione, a combattere l'emergenza della pandemia da Covid-19".