CRONACA

Il progetto nazionale che si ispira al Reggio Children Approach

In classe senza cattedre e banchi, dal rischio chiusura al rilancio della scuola di Isorelle

di Tiziana Oberti

luned́ 16 settembre 2019



SAVIGNONE - Tre anni fa la scuola di Isorelle rischiava di chiudere per pochi iscritti oggi invece in Valle Scrivia è diventata un’attrazione con bambini che arrivano dai comuni vicini grazie a un nuovo modo di fare scuola.

La scuola primaria di Isorelle, frazione di Savignone, che fa parte dell’istituto comprensivo di Casella da tre anni ha iniziato un progetto, “Fare scuola”, che si ispira al Reggio Children Approach, un nuovo progetto nazionale. Non un metodo vero e proprio ma una filosofia educativa fondata sul pensiero e l’azione del pedagogista Loris Malaguzzi.

Nelle aule non c’è la cattedra e nemmeno i banchi che sono sostituiti da tavoli componibili e collettivi. Le pareti sono attrezzate con scaffalature, sistema di lavagne scorrevoli, LIM (lavagna interattiva multimediale) e pannelli scrivibili.

“Il primo obiettivo del progetto 'Fare Scuola' - spiega l’insegnante Francesca Boccioni - è quello di trasformare l’ambiente scolastico in un luogo accogliente dove bambini e insegnanti possano stare bene insieme”. All’ interno delle aule anche una zona con sedute morbide per lo studio individuale, i momenti di relax e l’assemblea perché spesso le giornate si aprono con l’assemblea di bambini e adulti per dialogare, ascoltare il pensiero degli altri e decidere per esempio quali progetti portare avanti.

Il plesso di Isorelle quest’anno è stato trasferito a Savignone perché sono in corso dei lavori di messa in sicurezza della struttura. I bambini della seconda e terza sono ospitati nella scuola elementare mentre la pluriclasse di quarta e quinta e quelli di prima sono ospitati in alcuni spazi della biblioteca. In tutto 60 bambini 21 solo in prima.

“È una scuola - continua l’insegnante Francesca Boccioni - lontana dal metodo trasmissivo che vede l’alunno come un vaso da riempire ma invece una scuola dove costruire condizioni serene che favoriscano l’apprendimento stesso”.

E la gioia dell’apprendimento e di questo nuovo modo di fare scuola è confermato anche dalle mamme che hanno scelto questa sperimentazione.

“Mio figlio non vedeva l’ora di tornare a scuola e iniziare la terza - racconta Monica che ha un figlio in terza e uno in prima - non subisce la scuola anzi ne è entusiasta e la vive con i compagni. Il programma scolastico è quello ministeriale – sottolinea Monica - dal punto di vista delle conoscenze apprendono quello della scuola, per così dire ‘tradizionale’, ma lo fanno con più gioia”. Le fa eco Francesca: “Mio figlio è felice e sereno di andare a scuola e questo per me è importantissimo”.

Un primo giorno di scuola che a Savignone non spaventa Annarita Cecchini vicesindaco di Savignone con delega alla scuola e mamma di 10 figli dai 10 ai 35 anni. Lei che lavora e ha deciso di occuparsi anche del bene comune non è emozionata e neanche preoccupata e ai genitori che oggi affrontano il loro primo giorno di scuola da genitori dice: “Ci vuole solo un po’ di organizzazione, con la scuola i bambini incominciano i loro impegni e quindi ognuno deve fare il suo per crescere tutti insieme anche nelle piccole, grandi responsabilità”.

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