CRONACA

Attesa anche per l'emendamento Basso al decreto Ilva

Ilva, presidio dei lavoratori sotto la sede della Regione

giovedý 07 gennaio 2016

Palomba (Fiom CGIL): "Ora bisogna recuperare il tempo perso. In questo disastro tutti hanno colpe, tranne i lavoratori"


GENOVA - Presidio dei lavoratori dell'Ilva sotto la sede della Regione Liguria mentre la III Commissione in seduta straordinaria si è occupata della vicenda Ilva. Dalla presidente Stefania Pucciarelli arriva la conferma: lunedì 11, in concomitanza col prossimo sciopero dei lavoratori, si terrà un'atra seduta alla presenza di ministri e parlamentari liguri.

L'obiettivo è quello di "definire una posizione comune di tutta la politica ligure rispetto alla vicenda Ilva di Cornigliano", per poi definire un ordine del giorno da sottoporre al Consiglio Regionale. 

I sindacati chiedono di conoscere le sorti del cosiddetto "emendamento Basso" che, se inserito nel decreto Ilva in discussione in Parlamento, consentirebbe "anche tramite il ricorso al lavoro socialmente utile e l'aumento del 10% della retribuzione". L'emendamento dovrebbe essere portato in commissione tra oggi e domani. Le risorse (5 milioni per il 2016 e altrettanti per il 2017) sarebbero anticipati da Società per Cornigliano che se li vedrebbe restituire tra quattro anni dal Governo attraverso il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

GARANZIE SUL REDDITO - Palomba (Fiom CGIL): "Ora bisogna recuperare il tempo perso. Dal primo gennaio noi percepiamo di stipendio il 60% e non il 70%, come concordato. In questo disastro tutti hanno colpe, tranne i lavoratori". "Lo stipendio dei lavoratori deve garantire almeno la sopravvivenza", commenta Genco (Fim Gisl).

RIXI - L'assessore regionale Edoardo Rixi, a Live News, si è detto "stupito dell'atteggiamento del Governo di non inserire la questione nella legge di stabilità". "Non capisco - aggunge Rixi - perchè non se ne sia approfittato e non si sia data una prospettiva di lavoro a persone di 40-45 anni che non si possono tenere aggrappate a strumenti di solidarietà nei prossimi 20 anni. Bisogna conservarli nel ciclo produttivo oppure trovare delle alternative e nel frattempo assicurare gli stipendi che garantiscono il sostentamento delle famiglie".

PIAZZA -  Dal canto suo l'assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova Emanuele Piazza lancia un appello: "Tutti, Regione, forze sociali devono creare un "sistema Genova" per portare le istanze in maniera unitaria e non divisa per dare una prima risposta ai lavoratori. Poi, nel percorso di vendita avviato dal Governo dobbiamo porre la condizione che non faccia uno "spezzatino" e che Cornigliano resti dentro Ilva e sia sempre strategico. Dobbiamo garantire il reddito attuale ma anche in prospettiva, sia nell'ambito della siderurgia che nell'individuazione di altre attività produttive, come nel caso di Ansaldo Energia".

Poi si rivolge al Governo: "Renzi inserisca l'Accordo di programma 2005 nel bando per la vendita dell'Ilva perché il mantenimento della continuità di reddito dei lavoratori è il primo punto da mantenere, un punto che già oggi non è rispettato al 100%. L'intesa firmata nel 2005 da azienda, Governo, enti locali e sindacati garantisce la continuità di reddito e lavoro degli oltre 1.500 dipendenti della siderurgia genovese. "Il Governo deve fare una scelta chiara e obbligata - conclude Piazza - trovare i fondi per garantire la continuità reddito. Per l'Ilva il Comune di Genova è pronto a far sentire forte la voce unitaria delle istituzioni liguri".

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