SALUTE E MEDICINA

Il responsabile del Villa Scassi di Genova Sampierdarena. In quel reparto morti un chirurgo e un'infermiera

Il direttore del pronto soccorso guarito dal Covid: "Facciamo i salti mortali, non credete ai negazionisti"

di Tiziana Oberti

martedý 27 ottobre 2020



GENOVA - “Se vorrei più medici e infermieri per il mio reparto? Li andrei a prendere a casa”. Così Alessandro Rollero, direttore del pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena. Una battuta dietro alla quale c’è l’assoluta necessità di un numero maggiore di operatori sanitari per fronteggiare questa seconda ondata di pandemia da Covid-19.

Il pronto soccorso del Villa Scassi è una ‘trincea’ e lo è da sempre da una parte per le difficoltà logistiche della struttura e dall’altra per il bacino di utenza che copre, con l’emergenza coronavirus e le prime sindromi parainfluenzali  s rischia di creare un mix esplosivo.

“La situazione è pesante, molto pesante ma non ancora critica fortunatamente – ammette il direttore Rollero - noi abbiamo più o meno la media di invio di ambulanze giornaliere che ha il San Martino ma come sanno tutti l'ospedale Villa Scassi ha una capienza molto inferiore quindi stiamo facendo i salti mortali e per questo non finirò mai di ringraziare i miei colleghi e gli infermieri del Pronto Soccorso perchè riusciamo a tenere anche perché siamo più preparati rispetto a marzo”.

Anche per il direttore del pronto soccorso del Villa Scassi fondamentali nuovi posti di media intensità così come già chiesti dall’ordine dei medici e da quello degli infermieri: “Se la situazione dovesse andare avanti così nei prossimi mesi o addirittura peggiorare non ce la faremmo più – spiega Rollero - quindi sarebbe opportuno avere più personale, più posti di media intensità perché sembra che in questa seconda ondata si arrivi meno alla terapia intensiva quindi la media-alta intensità, sub-intensiva diciamo, così sarà il cavallo di battaglia di questa nuova nuova ondata pandemica”.

Il pronto soccorso di Sampierdarena ha perso un chirurgo e un’infermiera a causa del Covid e per questo il clima – racconta Rollero – “non è tra i più sereni ma tutti lavorano con passione, cerchiamo di curare tutti ma gli spazi sono quello che sono e speriamo che non si arrivi alla situazione di marzo”.

Lo stesso Rollero durante la prima ondata ha contratto il virus e ha un messaggio chiaro che vuole diffondere: “Non credete ai negazionisti, il virus esiste, fortunatamente per la stragrande maggioranza delle persone porta poche complicazioni, io ho avuto solo un po’ di febbre, ma c’è anche una percentuale bassa, ma più alta rispetto all’influenza, che va incontro alla polmonite interstiziale che è un tipo di polmonite virale e che può essere decisamente severa”.

Anche dal Villa Scassi l’appello ad andare al pronto soccorso solo se necessario: “Chi ha solo sintomi simil-influenzali cioè un po' di febbre o addirittura a volte solo il raffreddore stia a casa, contatti il medico curante per un consiglio terapeutico ma non venga ad affollare i pronto soccorso perché è l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento”.



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