CRONACA

L'appello: "Il territorio venga ascoltato"

Il caos autostrade manda ko il turismo, Sibilla (convention Bureau): "Perdite del 65-70%"

di a.pop.

luned́ 20 luglio 2020



GENOVA - Prima ci ha pensato il Coronavirus poi il lockdown autostrade. Gli ultimi mesi per tutto il settore turistico della Liguria sono stati una mazzata. A soffrire è tutto il comparto: dagli albergatori ai centri balneari ma non solo. Anche le convention e i meeting capaci di attirare soprattutto tra la primavera e l'estate tante persone a Genova deve fare i conti con le conseguenze di questi mesi di paralisi traffico a causa delle ispezioni e lavori lungo la rete autostradale ligure.

"Ci stavamo riprendendo dopo le chiusure causate dal coronavirus ma è arrivata la batosta delle autostrade e i nostri numeri sono scesi a un meno 65-70%" spiega Carla Sibilla presidente di Convention Bureau Genova, il consorzio che racchiude oltre 40 aziende che operano in ambito turistico e organizza e promuove congressi. "E' un danno per gli alberghi ma anche per tutti i servizi collegati. Un danno importante che va portato a gran voce al ministro per chiedere supporto, aiuti e provvedimenti di massima urgenza".

Martedì 21 luglio arriva a Genova il ministro alle infrastrutture Paola De Micheli. Ma non per affrontare la questione autostrade ma solo per questioni legate al nodo ferroviario di Genova. Il Comitato Salviamo Genova e la Liguria scende in piazza per una manifestazione che ha l'obiettivo di richiamare a gran voce l'attenzione del ministro sulla situazione di isolamento in cui la Liguria si è ritrovata. E mentre il nuovo ponte sul Polcevera inizia è entrato nella sua fase di collaudo con l'inaugurazione che dovrebbe avvenire tra il 1 e 5 agosto così confermato dal commissario alla ricostruzione Marco Bucci, nei prossimi mesi le ispezioni sulle condizioni di gallerie e viadotti autostradali andranno avanti. Il timore per tutto il settore è che alla fine non arrivi mai 'la pace' per quanto riguarda la viabilità.

E così arriva l'appello: "Dovremmo avere dei programmi di lavoro e manutenzione che siano fatti con buon senso affinché garantiscano la sicurezza da una parte ma non ammazzino l'economia dall'altra - spiega Sibilla -. I controlli periodici ben vengano ma è fondamentale che il tutto sia fatto e condiviso con le esigenze del territorio" conclude. 



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