IL COMMENTO


Grazie, a quelli che ci salutano dalle finestre...

di Elisabetta Biancalani

domenica 22 marzo 2020
Grazie, a quelli che ci salutano dalle finestre...

Grazie,

a tutti i “detenuti” del coronavirus, che dai loro terrazzini ci salutano mentre facciamo le interviste, e ci ringraziano.

Grazie,

a tutti quelli che restano a casa, perché hanno capito.

Grazie,

a chi ci rilascia una intervista.

Grazie,

a chi ha le lacrime agli occhi perché non sa se riuscirà a pagare gli stipendi ai dipendenti, prima ancora che a sè stesso,

e grazie ai dipendenti che lavorano senza certezza di prendere lo stipendio.

Grazie,

a chi va a lavorare con la paura del contagio,

e a chi sta casa perché il lavoro non ce lo ha più e vorrebbe uscire a lavorare.

Grazie,

al mondo sanitario, dal primario fino all’addetto alle pulizie degli ospedali.

Grazie,

a tutti quelli che resistono perché intanto non c’è alternativa.

Grazie,

a chi inventa geniali gag per farci sorridere nonostante tutto.

Grazie,

ai telefonini che ci fanno sentire meno soli.

Grazie,

a quegli sguardi disorientati e spaventati che ci fanno sentire così uguali gli uni agli altri, in questa follia collettiva.

Grazie,

a questa solitudine

che ci unisce tutti

facendoci sentire in compagnia.

P.S. Impressioni dopo due settimane a girovagare per città deserte. Affacciatevi alle finestre, salutateci, chiamateci, convocateci, rispondeteci, sorrideteci, sfogatevi, fateci un cenno. Ci saremo.

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