SALUTE E MEDICINA

Gratarola: "Chi è senza difficoltà respiratoria dovrebbe rimanere a casa"

Genova, assalto al pronto soccorso: tra Covid e altro la situazione è critica

giovedì 22 ottobre 2020
Genova, assalto al pronto soccorso: tra Covid e altro la situazione è critica

GENOVA - Pronto soccorso in affanno: lo dice chi è in prima linea, lo certificano i numeri. Basta guardare la fotografia della centrale operativa che aggiorna sullo stato dei pronto soccorso genovesi. Tre strutture: San Martino, Galliera e Villa Scassi. Alle ore 12:30 di oggi giovedì 22 ottobre nei tre pronto soccorso c'erano 315 persone.

C'è chi è in attesa, chi in visita (la maggior parte) e chi in osservazione di breve intensiva, ovvero quei casi con malattie che non necessitano di ricovero immediato, ma di una terapia con osservazione per alcune ore o di un approfondimento diagnostico. Il codice rosso è la situazione di maggiore emergenza che richiede un immediato intervento medico, il codice giallo rappresenta un'emergenza media e quello verde bassa.

In visita nelle stesse strutture in tutto 31 codici rossi (16 al San Martino e 12 al Galliera), 92 codici gialli (53 San Martino, 22 Galliera, 17 Villa Scassi), 35 codici verdi (14 San Martino, 14 Galliera, 7 Villa Scassi). A questi si aggiungono le persone in attesa che in tutto erano in quel momento 53 tra cui due codici rossi, 29 codici gialli, 20 codici verdi e 2 codici bianchi. A tutti questi si aggiungono i 102 che si trovavano nell'osservazione di breve intensiva (OBI). Una situazione pesante per le strutture dei pronto soccorso con medici e infermieri chiamati a un super lavoro.

"E' una situazione di grande pressione quella vissuta nei pronto soccorso cittadini. Accanto ai pazienti con sintomatologia Covid correlata insistono anche pazienti con patologie di altra natura rendendo il quadro complessivo estremamente impegnativo", spiega Angelo Gratarola, coordinatore dei pronto soccorso e rianimazione della Liguria. E allora ancora una volta parte l'invito-appello: "I pazienti con sintomatologia influenzale ma senza difficoltà respiratoria dovrebbero rimanere a casa perché affollare i pronto soccorso in questo modo significa indebolire il tessuto sanitario rendendolo meno efficiente" spiega Gratarola. 



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