CRONACA

180 i miliardi di vecchie lire arrivati a Genova per l'occasione

G8, che cosa ha lasciato oltre agli eventi tragici? "Prima di tutto la Stazione marittima"

di Elisabetta Biancalani

giovedý 22 luglio 2021



GENOVA -  Che cosa ha lasciato il G8 del 2001 di Genova, oltre, purtroppo, agli eventi tragici che abbiamo ricordato, primo fra tutti la morte di Carlo Giuliani, poi una città devastata, e ancora, la necessità di rivedere interamente la gestione dell’ordine pubblico, tanto che, come ha raccontato nella docuserie di Primocanale Sebastiano Salvo, allora capo Ordine pubblico della Questura di Genova, “nacque una scuola apposta per riorganizzare le forze di polizia nelle manifestazioni di piazza, prevendo soprattutto un potenziamento dei mezzi di intelligence, come i filmati, nelle manifestazioni, per raccogliere materiale prezioso, e molte altre cose”.

“Purtroppo si tende a ricordare il G8 solo per quello che di negativo ha lasciato – spiega a Primocanale Susanna de Martini, ex vice capo struttura di missione del vertice, struttura capeggiata allora da Vinci Giacchi. “Io ci tengo a sottolineare come la città abbia anche giovato da alcuni interventi che sono stati realizzati per l’evento: ricordo che se per le Colombiane del ’92 la città aveva ricevuto 295 miliardi di vecchie lire, per il G8 ha avuto due tranche, una da 140 mld per l’organizzazione e l’altra da 40 miliardi per il rifacimento della Stazione marittima, che venne adattata ad ospitare le navi che accolsero i capi di Stato. Ricordo che il tetto era di amianto, fu rimessa a nuovo con lavori a ritmo battente e oggi non ci sarebbe senza il G8. Quei soldi vennero spesi anche per il nolo delle navi dei “grandi”, e non è una spesa da poco. Insomma, il G8 è stato parte di quel modello Genova che aveva sperimentato nel ’92 con le Colombiane, e poi nel 2004 quando Gneova diventò capitale europea della cultura”.

Non dimentichiamo anche altri lavori minori ma comunque importanti nella zona di San Lorenzo in particolare e di palazzo Ducale e piazza Matteotti, dove alcuni palazzi furono ritinteggiati e coperte le brutture: ricorderete che, sia leggenda o realtà, si sparse la voce che il premier Berlusconi non volesse vedere stese le mutante in quella zona dove si riunivano i capi di Stato.



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