CRONACA

Il Covid-19 ha giÓ ucciso alcuni partigiani

Festa della Liberazione, il coronavirus minaccia la memoria vivente della Resistenza

venerdý 24 aprile 2020
Festa della Liberazione, il coronavirus minaccia la memoria vivente della Resistenza

GENOVA - C’è un intero mondo, quello della memoria ancora vivente della Resistenza, tra la generazione più anziana sotto attacco del coronavirus: "A Genova sono 350 i partigiani ancora in vita", racconta Massimo Bisca, presidente dell'Anpi nella città medaglia d'oro alla Resistenza che si è liberata da sola. "Nel giro di pochi giorni - racconta - sono scomparsi Bruno Cristofanini, partigiano a 16 anni di Genova Cogoleto, Nereo Zopp di Sturla e poi personalità molto legate all'Anpi da una vita come Dino Roda', o Franco Tassistro, molto conosciuto in Valpolcevera, della generazione attaccata di pochi anni a quella dei partigiani. Ora hanno tutti molta paura".

"Noi per preservare la memoria a Genova per fortuna abbiamo un bel po' di materiale. A partire dal 2000 ho fatto interviste alle donne che hanno fatto la resistenza a partire - prosegue Bisca -. Rischiavamo di perdere un patrimonio notevole. Ci sono documenti anche scritti, e per fortuna interviste anche con registrazioni magnetiche, oggi non ci sono più donne". "Non è una guerra naturalmente, ma con questa epidemia ci sono tanti valori che abbiamo riscoperto con questa epidemia: la solidarietà, che non è la stessa cosa di carità, lo stare insieme, uniti, il senso di appartenenza, di giustizia perché non è che se hai i soldi ti curo e se non ne hai no", aggiunge. "I valori che i nostri padri e madri ci hanno lasciato sono più che attuali, a loro basterebbe dire 'grazie'. La mia generazione grazie al loro insegnamento ha saputo affrontare momenti molto difficili bombe su treni o piazze o il terrorismo senza quei valori non avremo potuto farcela, ma c'era una grande volontà di massa di salvare la democrazia. Quest'anno il 25 aprile non avrà la gente in piazza - segnala Bisca -, ma ci saranno molte più persone che ricorderanno i valori di questa celebrazione".

E nonostante tutte le limitazioni dell’emergenza coronavirus, Genova vuole celebrare la festa della Liberazione. E lo farà, seppur in maniera differente. Prima l'Inno di Mameli, poi un medley di canzoni partigiane fino all'“Aria sulla quarta corda” di Bach. Sarà un 25 aprile in musica quello in Liguria. Per celebrarlo, si terrà il Concerto della Libertà all'interno del Teatro Carlo Felice, dove un quintetto d'archi suonerà in rappresentanza di tutta l'orchestra. L'appuntamento a partire dalle ore 10 in diretta su Primocanale. (LEGGI QUI)



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