CRONACA

Il chiarimento dopo l'ultima ordinanza di Regione Liguria

Fase 2, un'autocertificazione per permettere ai conviventi di 'diventare' coresidenti

di a.p.

luned́ 11 maggio 2020



GENOVA - Un'autocertificazione per certificare che anche un non residente vive insieme a una o altre persone in un determinato appartamento e quindi permettergli di fare una serie di operazioni che ora l'ultima ordinanza regionale della Liguria consente di fare. Il nuovo termine che allarga la possibilità di fare spostamenti è coresidentem tuttavia in questo modo resterebbero esclusi molte persone.

Di fatto all'interno di questa categoria rientrano tutti coloro i quali pur avendo una residenza ufficiale da un'altra parte abita, e ha dunque domicilio, in un altro luogo. Le misure adottate impongono solo ai residenti di muoversi e andare a fare tutta una serie di operazioni di fatto estromettendo una serie di persone che in realtà vivono e condividono ogni giorno lo stesso ambiente. L'assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone spiega che nelle prossime ore potrebbe arrivare un chiarimento ufficiale dalla Regione stessa (la cosiddetta Faq) per permettere dunque ai conviventi di poter comunque compiere legalmente tutte le operazioni previste dalla nuova ordinanza. Ora dunque basterà un'autocertificazione. Nel caso di dichiarazioni false però arriverà la denuncia.

Da oggi, lunedì 11 maggio, in Liguria i coresidenti, anche non ufficiali, potranno ad esempio spostarsi all’interno del territorio della regione Liguria con obbligo di rientro in giornata per andare nella seconda casa di cui uno risulta proprietario o ancora, secondo sono consentiti gli spostamenti con coresidenti per raggiungere il luogo dove svolgere l’attività sportiva o l’attività motoria, che poi però va svolta sempre individualmente; Possono andare a raccogliere funghi e tartufi sul territorio regionaleo ancora coltivare terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo all’interno di tutto il territorio regionale, anche con coresidenti. La soluzione forse è più facile del previsto, nell'autocertificazione del ministero dell'Interno (SCARICA QUI) c'è già la possibilità di compilare la parte legata al domicilio effettivo.  

 

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