CRONACA

Arrivato in Italia un anno fa dal Camerun dopo aver attraversato la Libia

Fadil scappato da Boko Haram: "Mangiare con il Papa? Un sogno diventato realtà"

di Tiziana Oberti

venerdì 26 maggio 2017

Ci sono degli occhi che non si possono dimenticare, occhi che ti entrano dentro, occhi grandi, scuri che raccontano l'orrore, il dolore ma anche la gioia. Sono gli occhi di Fadil Fahoxiz 21 anni camerunense. Un anno fa il suo arrivo "in barca" - racconta lui - in Sicilia e domani festeggerà i suoi primi 12 mesi in Italia con un pranzo speciale: sarà, infatti, una delle 130 persone che pranzerà con Papa Francesco al santuario della Guardia.


GENOVA - Ci sono degli occhi che non si possono dimenticare, occhi che ti entrano dentro, occhi grandi, scuri che raccontano l'orrore, il dolore ma anche la gioia. Sono gli occhi di Fadil Fahoxiz 21 anni camerunense. Un anno fa il suo arrivo "in barca" - racconta lui - in Sicilia e domani festeggerà i suoi primi 12 mesi in Italia con un pranzo speciale: sarà, infatti, una delle 130 persone che pranzerà con Papa Francesco al santuario della Guardia.

Parla a voce bassa, un po' timido e quegli occhi grandi e scuri si riempiono di lacrime quando racconta come è arrivato: "E' molto difficile spiegare a parole perchè ho trovato tantissime difficoltà sulla strada. In Libia sono molto cattivi, ho ricevuto tantissime bastonate e in Libia ho fatto anche la prigione, la vita lì è molto, molto difficile". Parla e sospira Fadil, usa il termine difficile perchè forse non riesce a trovare altro termine italiano per raccontare quello che ha subito e visto, ma basta guardare quegli occhi per intuire l'orrore.

"Nell'ovest del Camerun c'è un problema di violenza i miei genitori sono stati uccisi da una setta islamica Boko Haram e ho deciso così di scappare" spiega Fadil.

"Ora sto facendo la scuola per imparare l'italiano e anche un corso professionale. Vivo nella cooperativa Migrantes e sono molto felice perchè ho trovato una nuova famiglia in Italia simpatici e gentili".

Domani Fadil pranzerà con il Papa e quando racconta la sua emozione il viso finalmente si apre in un sorriso: "Quando ho saputo che avrei mangiato con Papa Francesco è stato come un sogno diventato realtà, sono molto, molto contento - racconta - se avrò la possibilità di dire qualcosa al Papa per prima cosa lo ringrazierò per le tante cose che fa per noi migranti e poi gli chiederò di pregare per la pace nel mondo".

Fadil 21 anni, migrante, arrivato 365 giorni fa in Italia su uno dei tanti barconi della speranza che vediamo tutti i giorni in tv. Lui è mussulmano ma non importa in Papa Francesco riconosce una grande persona e l'attenzione per gli ultimi e il pranzo, voluto fortemente dal Santo Padre tra i poveri, detenuti, migranti, lo testimonia.

Fadil sorride pensando all'incontro con il Papa, i suoi occhi grandi e profondi però raccontano il dolore, la fatica, il trauma di chi a 20 anni vede uccidere i suoi genitori e decide che l'unica speranza è scappare, attraversare la Libia, salire su una barca e attraversare il mare sperando in un futuro.

Gli occhi di Fadil sono gli occhi degli ultimi. Quelli che Papa Francesco ama.



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