POLITICA

Lunedì nuovo incontro tra il premier Conte e i Mittal

Ex Ilva, pressing del centrodestra: "Sciogliere le Camere, poi il voto"

di Giuseppe Sciortino

sabato 09 novembre 2019



GENOVA - Il centrodestra è in pressing: sciogliere al più presto le Camere e portare il Paese al voto. La tesi è che la vicenda Ilva è la goccia che ha fatto traboccare il vaso e il Capo dello Stato Sergio Mattarella dovrebbe fare delle valutazioni in merito. "Qualcuno deve cominciare ad assumersi le responsabilità di quanto successo", dice per esempio un 'big' del Carroccio. Il partito di via Bellerio si prepara eventualmente a sostenere qualsiasi misura il governo abbia in mente per riparare alla fuga di ArcelorMittal. Va bene ripristinare lo scudo penale, andrebbe bene anche la strada della nazionalizzazione, ma "qui la questione è politica".

L'appello a serrare i ranghi, a far prevalere il 'sistema Paese' arrivato dalle alte cariche istituzionali verrà accolto per salvare lavoratore e imprese. Ma chi deve essere il garante del Paese, perché non ha fatto nulla quando al Senato i grillini si sono opposti a qualsiasi tutela legale per Mittal? Lo scontro col M5s è senza esclusioni di colpi, per i leghisti si tratta di un ennesimo autogol pentastellato che avvicina sempre più i 'ribelli' del Movimento che guardano a destra. Alla Camera si infittiscono i contatti con alcuni M5s che ritengono sbagliata la mossa del governo con il Pd. Si fanno i nomi, tra gli altri, di Raduzzi e di Maniero ma di 'transfughi' per ora non ce ne sono. Neanche al Senato dove c'è maggiore fermento.

In ogni caso Salvini apre ancora una volta le porte: "Altre forze politiche ci chiedono di continuare la propria battaglia con la Lega. Se sono persone perbene, noi non avremo nessun problema ad accoglierle". Per gli 'ex lumbard' il caso Ilva è il 'big bang' che affosserà il premier Giuseppe Conte. Accuse anche al Pd che ha deciso di schiacciarsi sulle posizioni di Grillo. "Ricordiamoci che lui ha detto piu' volte di voler smantellare tutto", incalza il capogruppo leghista Molinari. La Lega chiede a Di Maio di mostrare le carte di ArcelorMittal. Ed Edoardo Rixi osserva: "La nazionalizzazione? Ma con quali soldi? Quelli sequestrati alla famiglia Riva che devono servire per la bonifica?".

Il partito di via Bellerio ha il sospetto che il governo ricorrerà ad aggiungere una nuova tassa per uscire dallo stallo. Anche Forza Italia chiede all'esecutivo di trarre le conseguenze sul caso Ilva. "Sono preoccupato quando gli stranieri scappano dall'Italia, come sta accadendo per la drammatica vicenda dell'Ilva di Taranto, per colpa dell'irresponsabilità di un governo inadeguato", dice Silvio Berlusconi che ha riunito ad Arcore i vertici azzurri.

Varie fonti intanto confermano l'incontro che il premier avrà lunedì 11 novembre a Roma con i Mittal, a capo dell'omonima multinazionale dell'acciaio che controlla l'ex Ilva di Taranto, Genova, Novi Ligure e altri siti italiani. Conte "ci ha detto del nuovo incontro e peraltro la richiesta di rivedersi, per continuare a discutere, l'ha avanzata lo stesso presidente del Consiglio", spiegano le fonti che però ribadiscono che il premier è anche dubbioso che Mittal accetti poi lo schema negoziale che gli proporrà il Governo. "La capacità di ascolto, l'attenzione al dialogo, sono indubbiamente fondamentali, però poi deve anche essere seguita da una proposta di merito, dalla soluzione dei problemi che ci sono e sono di grandissima rilevanza".

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