CRONACA

Le indagini dei carabinieri hanno evidenziato un costante modus operandi

Estorsione e metodi mafiosi, quattro arresti ad Alassio

mercoledì 22 luglio 2020
Estorsione e metodi mafiosi, quattro arresti ad Alassio

ALASSIO - Entravano nei locali per ottenere denaro o per piazzare merce per il consumo alimentare e, davanti alle resistenze dei titolari dei ristoranti, li minacciavano, lasciando intendere di avere contatti con la malavita organizzata o associazioni di tipo mafioso. Quattro uomini sono finiti in manette dopo che i carabinieri della stazione di Alassio sono riusciti a ricostruire varie azioni criminali che si sono concretizzate in condotte vessatorie, angherie e atti persecutori ai danni di cittadini di Alassio, Andora e Borghetto Santo Spirito. In un caso anche ai danni di amministratori pubblici.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Elisa Milocco della procura di Savona, hanno avuto origine nel momento in cui un militare in servizio ad Alassio, aveva ricevuto le confidenze di un commerciante, terrorizzato e preoccupato, per essere stato minacciato di morte da uno degli estorsori, qualora non avesse acconsentito alla sua richiesta di 'piazzarsi', arbitrariamente, a vendere i suoi prodotti di ristorazione, senza alcuna autorizzazione amministrativa. L'uomo si era anche presentato al Comune di Alassio per il rilascio dell'autorizzazione, ma al diniego espresso dagli addetti ai lavori, per insussistenza delle condizione, non ha indugiato a minacciare di morte il presidente del Consiglio Comunale alassino e il comandante della locale polizia Municipale, responsabili del rifiuto alla sua richiesta, paventando nei loro confronti conseguenze ritorsive.

Le indagini dei carabinieri di Alassio hanno evidenziato un costante modus operandi: uno dei pregiudicati, M.G., faceva sempre riferimento alle "sue origini siciliane" e si vantava di mettere in atto vendette tipiche della "mafia". Rivolgendosi a un complice, gli diceva: "Sangue Blu è tornato, dillo a tutti, tutti devono sapere e avere paura; adesso ho amicizie, artiglieria e soldi, tutti mi devono terrore e sottostare al mio dominio". Un altro degli arrestati, P.E., in ogni incontro si vantava di essere stato in galera e di perpetuare il mito di Carminati e di 'Mafia capitale', sfoggiando secondo gli inquirenti "il suo carattere tracotante, duro, irruento e spocchioso, girando per Alassio allo scopo di ostentare, a suo dire, "onore e rispetto".

In un'occasione, rivolgendosi a un "creditore", aveva detto: "Tu mi devi rispetto, io sono stato già dentro e se non mi paghi ti taglio la gola". Particolarmente significativo, secondo quanto riferiscono i militari, un episodio: per dimostrare la loro supremazia e dominio avevano fatto inginocchiare una persona, umiliandola, terrorizzandola e incutendole terrore. In un'altra occasione, due degli arrestati avevano inseguito in auto la vittima, bloccandola e tentando di farla scendere: quest'ultima, impaurita, si era chiusa nell'abitacolo e, con un'improvvisa manovra, era riuscita a fuggire. L'azione ostile serviva a regolare un debito di droga, rimasto insoluto. Molte delle azioni dei quattro erano "mutuate da alcune scene di 'Romanzo Criminale' come quando, volendo acquisire un'attività commerciale, avevano minacciato di mettere una bomba nel locale, terrorizzando sia i titolari che i clienti. Alcune scene sono avvenute anche in presenza di minori", hanno sottolineato i carabinieri.

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