IL COMMENTO


Eppur s'inoculano. Covid, parte la corsa ai vaccini: sgomitano politici, avvocati e cassiere

di Enrico Cirone

mercoledì 10 marzo 2021
Eppur s'inoculano. Covid, parte la corsa ai vaccini: sgomitano politici, avvocati e cassiere

Volete sapere su cosa stiamo litigando ogni mattina in tv? Sulla precedenza nelle vaccinazioni. Chi attende, chi non capisce, chi salta la coda, chi chiede l’aiutino, chi sorpassa senza freccia e, a Primocanale, grida 'vergogna'!

Il Ministero della Salute ha stabilito le priorità iniziali: (1) operatori sanitari e sociosanitari oss; (2) personale e ospiti di residenze per anziani rsa; (3) cittadini nati prima del 1941; (4) persone ultravulnerabili, affette da patologie o disabilità, a prescindere dall’età. A quel punto si scende con gli anni (18/65) e si arriva a insegnanti e personale scolastico, protezione civile, forze armate e di polizia, personale e detenuti delle carceri, luoghi di comunità e altri servizi essenziali.

C’è l’ipotesi di una corsia preferenziale per i ragazzi tra i 16 e i 19 anni, per provare a salvare un finale d’anno scolastico assediato dalle varianti. E mettere in sicurezza l’esame di maturità.

Sorge una domanda: gli avvocati rientrano tra i servizi essenziali? Sì, perché scopro che in Toscana, Puglia e Sicilia pensano di sì; il resto d’Italia ritiene di no. E gli ufficiali giudiziari? E i cancellieri? Cancellati.

A differenza dei giudici ordinari e amministrativi, non sembrano al momento poter ottenere una corsia preferenziale. Curiosamente in Sicilia i parlamentari regionali avranno la precedenza (con un plebiscito di consensi bipartisan alla proposta).

In Toscana ci sono state polemiche per i politici locali che sono stati già immunizzati perché iscritti all’ordine degli avvocati. La Regione ha deciso di cambiare metodo e non ci si vaccinerà più per categorie ma per patologie ed età.

Un pensiero a noi giornalisti? Il presidente dell’Ordine, Michele Verna: «Si valuti la priorità per chi garantisce l’informazione in situazioni a rischio». Chissà se si riferisce agli assembramenti sotto i palazzi romani della politica, testimoniati da ogni telegiornale con grappoli di colleghi costretti a pendere dalle dichiarazioni imperdibili del Brunetta di turno. Certo, è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare. Il microfono a reti unificate per un’informazione con la mascherina. Ma senza il bavaglio.

Per esperienza quotidiana l’ago della mia bussola si è posato da subito sulla casella “cassieri e commessi di supermercati”, i quali, più di altri, chiedono d’essere inseriti tra le categorie prioritarie. Loro che si vedono sfilare davanti ogni giorno decine di migliaia di persone mi domandano al mattino: perché noi siamo aperti h24 mentre la mia vicina di casa, impiegata alle poste, riceve il pubblico un giorno sì e uno no? Che dobbiamo fare? Suggerisco di copiare da Poste italiane. La Coop apra nei giorni pari e l’Esselunga in quelli dispari.    



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