SALUTE E MEDICINA

L'infettivologo genovese replica al premier Conte

Emergenza Covid, Bassetti: "Proroga fino a dicembre un danno per il Paese"

sabato 11 luglio 2020

La proroga dello stato d'emergenza "Ŕ una decisione che prenderemo con tutti i ministri ma l'eventuale proroga significa che siamo nella condizione per poter adottare le misure necessarie e non che non teniamo sotto controllo il virus. Non vi dovrete sorprendere se decideremo di prorogare lo stato d'emergenza". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della cerimonia di innalzamento delle paratoie del Mose a Venezia. "Senza lo stato d'emergenza non avremmo gli strumenti per monitorare" la situazione, ha aggiunto.


GENOVA - "Non vedo una situazione così incontrollata dal punto di vista del sistema sanitario". Il direttore della Clinica Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva (Sita), Matteo Bassetti, replica così alle dichiarazioni di Giuseppe Conte. Il premier nelle ultime ore ha confermato che presenterà al Parlamento la richiesta da parte del Governo di proseguire fino al 31 dicembre con lo stato di emergenza provocato dalla pandemia da Cavid-19.

"Mi pare che gli ospedali si stiano svuotando, ci sono poco meno di 60 persone in terapia intensiva in Italia e su 60 milioni di abitanti abbiamo circa 700 persone in ospedale e che a breve immagino verranno dimesse. Se ragioniamo su questi numeri l'Italia non è in emergenza come era a febbraio o marzo. Le decisioni sono politiche e le accettiamo. Forse però l'emergenza andrebbe prorogata di mese in mese", ha proseguito Bassetti.

"Prolungando lo stato di emergenza fino a dicembre, l'immagine che diamo all'estero dell'Italia non è bella. Così sembra che siamo tornati alla situazione di febbraio-marzo mentre invece bisognerebbe dire che abbiamo fatto un lavoro eccezione. Abbiamo ridotto significativamente la mortalità dei nostri malati curandoli meglio grazie ai nostri protocolli di trattamento, dimettendone moltissimi ogni giorno e facendo il tracciamento con milioni di tamponi a nuove persone positive per isolarle ed evitare nuovi contagi. E invece i media e la comunicazione istituzionale continuano a dare messaggi sbagliati", ha concluso l'infettivologo genovese.

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