cronaca

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La vita è dei vivi? Ma il rispetto dovrebbe essere pure per quelli che gli Alpini direbbero "sono andati avanti". L'epoca in corso ruota intorno del dibattito su chi debba o meno esercitare il diritto di voto: dai sedicenni agli over 70 è tutta una polemica all'italiana.


Nelle ore in cui si celebra la solennità dei Defunti, e sempre più cimiteri cadono a pezzi, a causa delle carenze economiche dei comuni, torna alla mente una riflessione di una sindaco dell'entroterra ligure.  Davanti alla constatazione che ormai, senza soldi e con operai utili allo sfalcio dell'erba ridotti ai minimi termini, anche i camposanti di campagna non rappresentano più quella cartolina di cura che fu, l'amministratore allargava le braccia: "Nessun governo nazionale ha mai previsto un capitolo ad hoc per i cimiteri".


La situazione diventa ancora più imbarazzante nelle città, Liguria compresa, o nelle immediate periferie. Pochissimi i casi in controtendenza. Da qui l'idea coraggiosa: perché mai nessun esecutivo ha previsto un capitolo straordinario per salvare i cimiteri? Forse perché lì dentro, sono andati tutti troppo avanti, e nessuno può più ricompensarli con un voto. Ci sarebbero, però, parenti e amici. Ahimè, se si trascorre qualche ora sull'uscio durante queste giornate, la constatazione è chiara: età media abbondantemente superiore agli anta.

E allora? Che gesto di straordinario coraggio se la classe politica, per una volta, facesse quello che non ha mai fatto. Già, votasse per i morti. Solo in nome di una parola, umanità.