CRONACA

Il testo della nuova misura

Dpcm, camionisti e commercianti: "Tenuta sociale del Paese a rischio"

mercoledý 04 novembre 2020
Dpcm, camionisti e commercianti:

GENOVA - E' stato firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il nuovo Dpcm. La misura utile a contenere la diffusione del coronavirus in Italia. Italia divisa in tre fasce di rischio. Ancora da chiarire la situazione delle singole regioni. Il nuovo Dpcm è valido dal 5 novembre al 3 dicembre.

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"Dire che la strada scelta dal governo mi convince fino in fondo non sarebbe vero. Mi pare che il governo abbia molte perplessità". Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, commenta il nuovo Dpcm e non lesina critiche. "Le decisioni dovrebbero essere prese sulla base di dati analizzati di concerto, condivisi con i territori che sono in prima linea e il più possibile comprensibili ai cittadini che subiranno quelle scelte" rimarca il governatore ligure.

Chi invece sottolinea l'importanza delle nuove misure è Vito Crimi, capo politico del M5s: "Il nuovo Dpcm comporta ulteriori restrizioni, necessarie per combattere il nostro nemico comune: il virus. La salute dei cittadini viene prima di ogni altra cosa, ma allo stesso tempo lavoriamo per garantire risposte a tutela di imprese, lavoratori, famiglie e dei loro figli".

Ma c'è anche il mondo di lavoro che protesta, come commercianti e camionisti. "I camionisti di nuovo in difficoltà per l’impossibilità di consumare un pasto caldo e accedere ai servizi igienici, se non in autostrada". A lanciare l’allarme è Conftrasporto-Confcommercio, che spera in una modifica del precedente Dpcm, in cui si prevedeva l’apertura oltre le 18,00 solo nelle aree di sosta delle autostrade, degli ospedali e degli aeroporti.“Se le ipotesi contenute nella bozza del nuovo Dpcm fossero confermate, sarebbe grave", dichiara il vicepresidente di Conftrasporto Paolo Uggè, che presiede anche la Federazione degli Autotrasportatori Italiani.

"Bisogna mantenere la guardia alta nei confronti dell'epidemia. Ma ritardi ed errori pesano tanto ed hanno contribuito a trasformare l'emergenza sanitaria in emergenza economica e sociale. Perche' la soluzione di ultima istanza del 'piu' chiusure' innesca il rischio della chiusura definitiva per decine di migliaia di imprese ed il rischio della disoccupazione per centinaia di migliaia di addetti" cosi' Confcommercio sul nuovo Dpcm.

"Insomma - prosegue la nota - e' a rischio la cancellazione di un'Italia produttiva che, in ogni citta' ed in ogni territorio, ha fin qui svolto un ruolo determinante per la costruzione della crescita e della coesione sociale. Dunque, occorre far di tutto per ripristinare quanto prima normali condizioni di attivita': a partire dal tempestivo e trasparente monitoraggio delle fasce di classificazione del rischio territoriale e da piu' programmazione e piu' coordinamento per risolvere le criticita' emerse sui versanti dei tamponi e dei tracciamenti, della sanita' territoriale ed ospedaliera, cosi' come su quelli del trasporto pubblico locale e della scuola. Riaprire e ripartire: deve essere questo l'obiettivo e deve essere questo l'impegno condiviso".



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