CRONACA

Per il gup il fatto non sussiste

Disse 'La mafia č a La Spezia', Vittorio Sgarbi assolto dall'accusa di diffamazione

giovedė 09 gennaio 2020
Disse 'La mafia č a La Spezia', Vittorio Sgarbi assolto dall'accusa di diffamazione

LA SPEZIA -  Il critico d'arte Vittorio Sgarbi è stato assolto "perché il fatto non sussiste" nel processo abbreviato in cui era accusato di diffamazione per aver detto che "la mafia è a La Spezia dove festeggiano l'orrore di una distruzione di una strada e di una piazza che bastava impedire che un sindaco demente facesse", in un video su Facebook del dicembre 2016.

Lo ha deciso il gup di Milano Patrizia Nobile. Il pm Maurizio Ascione aveva chiesto una condanna per Sgarbi, difeso dagli avvocati Giampaolo Cicconi e Ilaria Emiliani, a 16 mesi con l'esclusione delle attenuanti generiche. Il processo è nato dalla denuncia dell'allora sindaco di La Spezia, Massimo Federici, che si è costituito parte civile, assistito dal legale Antonella Franciosi. L'ex primo cittadino aveva querelato Sgarbi per le sue affermazioni pronunciate in un video del 31 dicembre 2016 dal titolo 'Il discorso di fine anno al Paese di Vittorio Sgarbi'. Gli atti erano stati inviati a Milano per competenza territoriale, in quanto al momento del fatto il critico era residente nel capoluogo lombardo.

In una memoria depositata al giudice, tramite i suoi difensori Cicconi ed Emiliani, Sgarbi si era difeso così: "Non volevo offendere la solida reputazione del Sindaco di La Spezia che non ritengo assolutamente mafioso; infatti, quando ho detto che 'La Mafia è a La Spezia' non intendevo riferirmi a lui. Inoltre, l'aggettivo 'demente' è stato da me usato per enfatizzare l'incapacità del sindaco stesso, il quale era risultato, appunto, incapace non avendo saputo gestire la questione relativa alla ristrutturazione di piazza Verdi, che aveva comportato la distruzione della Piazza medesima (risalente al 1934), della strada e l'abbattimento di alberi secolari (pini del 1930), vincolati dalla Soprintendenza". E ancora: "Il sindaco, secondo me, è stato demente, e cioè un incapace, in quanto, invece di preservare la piazza con i suoi pini, l'ha abbattuta, sostituendo i pini secolari con archetti di cemento, aiuole e antiestetici lampioni".

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