POLITICA

Orlando boccia Di Maio vicepremier, Zingaretti apre al 'professore'

Crisi di Governo, giornata decisiva per il Conte-bis

mercoledì 28 agosto 2019

"Questo Paese è tante cose, è la legalità contro il crimine, la giustizia contro la violenza, la dignità contro la paura, la convivenza contro l'odio, la domanda di sicurezza alla quale noi dobbiamo rispondere. Per tutto questo proviamo, e io vi dico proviamo insieme, a essere all'altezza e far vincere, in questo Paese che è tante cose, l'Italia più bella". Nicola Zingaretti, segretario Pd, lo ha detto chiudendo il suo intervento alla direzione del Pd.


ROMA - Consultazioni decisive al termine di una giornata tesa, soprattutto sulla questione Di Maio vicepremier. Il Movimento ha aperto le votazioni sulla piattaforma Rousseau, ma il vicesegretario dem Andrea Orlando ha commentato: "Se c'è un presidente del Consiglio indicato da M5s è ragionevole che il vicepremier sia un esponente Pd", ha dichiarato arrivando a Montecitorio glissando sulla possibilità che sia lui stesso il candidato a numero due di un governo con M5s e Pd. "La strada da seguire è quella indicata, un vice premier unico espressione del Pd. Stiamo lavorando perché questo governo nasca e vogliamo che nasca bene", ha concluso Orlando.

La replica di Luigi Di Maio è arrivata mentre il pentastellato entrava a Palazzo Chigi. "Mi sorprende che qualcuno sembri essere più concentrato a colpire il sottoscritto che a trovare soluzioni per gli italiani". E il M5s fa quadrato attorno a Di Maio. Sui social è rimbalzata qualche critica sull'operato del capo politico, prontamente sostenuto da alcuni volti storici del Movimento. in primis il sottosegretario Stefano Buffagni, che su Twitter è netto: "Toccare Luigi Di Maio equivale a toccare tutto il M5S. Non si può vincere con chi non si arrende mai!". E se il dem nicchiabo sul suo nuovo ruolo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro rilancia: "I continui attacchi a Luigi Di Maio sono attacchi a tutto il MoVimento 5 Stelle e alimentano un sistematico scontro sulle persone". Ma sul web si moltiplicano gli attestati di stima, con gli interventi di Sergio Battelli, Anna Macina, Francesco Silvestri e Mauro Coltorti.

Intanto la direzione del Pd ha approvato la relazione di Zingaretti con un lungo applauso alla fine del suo discorso. Piena disponibilità alla possibilità di un nuovo governo con Conte premier incaricato. Il "no" di Zingaretti ribadito più volte nei giorni scorsi è ormai un ricordo lontano. "Questo Paese è tante cose, è la legalità contro il crimine, la giustizia contro la violenza, la dignità contro la paura, la convivenza contro l'odio, la domanda di sicurezza alla quale noi dobbiamo rispondere. Per tutto questo proviamo, e io vi dico proviamo insieme, a essere all'altezza e far vincere, in questo Paese che è tante cose, l'Italia più bella", ha detto il segretario Pd chiudendo il suo intervento alla direzione dem.

La relazione del segretario dem è stata approvata con il solo voto contrario di Matteo Richetti. Approvando la relazione, la direzione del Pd ha dato mandato a Zingaretti a dare la disponibilita' del partito nelle consultazioni a verificare l'esistenza della possibilità della formazione di un nuovo governo con un mandato esplorativo. Carlo Calenda nel frattempo si è dimesso dalla direzione del Pd con una lettera a Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni. Decisiva per la decisione l'alleanza con M5S. Nel lungo testo l'eurodeputato annuncia di lasciare la carica dirigenziale ma "non la comunita'' del Pd.

Sono quindi ore decisive in cui i due partiti devono trovare un accordo da presentare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Occhi puntati anche su quello che potrebbe accadere in Liguria in vista delle elezioni regionali nella primavera del 2020. L'ipotesi 'giallo-rossa', se venisse confermata a livello nazionale, potrebbe cambiare gli equilibri anche in Liguria dove si accende lo scontro dialettico tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle sul tema di possibili allenze.

 

"All’Italia serve più che mai un governo che deve però essere di svolta, serve in tempi brevi, come ha ricordato il presidente della Repubblica Mattarella”, così a Primocanale Alberto Pandolfo, segretario provinciale del Partito democratico a Genova. Alleanza Pd-5Stelle in Liguria? “La base è su trattativa nazionale, ma la proposta potrebbe essere di congiunzione anche a livello regionale come ha detto lo stesso Nardella (sindaco di Firenze ndr). Si può ragionare per punti programmatici, non solo le infrastrutture e i collegamenti ma anche la tutela ambientale e quella delle persone e dei servizi regionali", conclude Pandolfo

"La cosa principale è garantire una figura di garanzia per l’Italia, a livello di premier, qualcuno che ci faccia fare una buona figura per trattative e contatti con l’Unione europea", commenta Alice Salvatore, capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle. Che chiude alla possibilità di una alleanza regionale con il Pd: "A prescindere dagli accordi a livello nazionale, il Movimento 5 Stelle in Liguria prosegue ad essere indipendente e a lavorare sulle emergenze. Nessuna alleanza o coalizione elettorale con il PD".

LE CONSULTAZIONI - E' terminato dopo poco più di 20 minuti il colloquio al Quirinale tra il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e la delegazione del Pd guidata da Nicola Zingaretti nell'ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo. "Abbiamo espresso al presidente della Repubblica il sostegno al tentativo dare vita a un Governo con una nuova maggioranza politica. Alla luce degli equilibri parlamentari abbiamo accettato la proposta M5s di indicare come partito maggioranza il nome di Giuseppe Conte", ha detto Zingaretti al termine delle consultazioni al Quirinale.




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