ECONOMIA

Per Genova il momento è molto delicato, tra nuovo ponte e grandi opere

Crisi di Governo, economia genovese preoccupata: "Ma era inevitabile"

di Matteo Cantile

venerdì 09 agosto 2019
Crisi di Governo, economia genovese preoccupata:

GENOVA - La crisi di Governo e la reazione dei mercati finanziari alla nuova instabilità italiana preoccupano il tessuto economico genovese: il capoluogo della Liguria, del resto, è nel pieno di una crisi infrastrutturale senza precedenti, nel mezzo di un ponte da ricostruire e grandi opere da avviare o ultimare.

La sensazione è che tutti aspettassero la mossa di Matteo Salvini da un momento all’altro: “Era evidente che questo Governo non avesse idee uniformi su temi fondamentali – dice Gilberto Danesi, Amministratore Delegato di Psa Italia – nel breve sono molto preoccupato per quel che può succedere sui mercati ma nel medio termine sono fiducioso: sappiamo benissimo quale fosse la parte politica avversa alle grandi opere, adesso bisogna ripartire”. Danesi considera le infrastrutture italiane da “terzo, forse quarto mondo” e ricorda che il nuovo Governo dovrà occuparsi anche di minimizzare l’impatto della burocrazia italiana, “uno dei maggiori problemi da risolvere nel nostro Paese”.

Molto preoccupato è Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio di Genova: “Vedo la congiunzione di problematiche diverse e potenzialmente molto pericolose – spiega – la situazione italiana, la Brexit e la crisi tedesca. Già mercati e spread hanno reagito male alla crisi di Governo, penso che in autunno si possa rischiare uno scenario peggiore di quello del 2008”. Attanasio non è invece preoccupato per l’impatto che la crisi possa avere sulle infrastrutture genovesi: “I tempi scelti da Salvini per staccare la spina mi lasciano perplesso, in piena estate si rischiano di perdere mesi prima di avere un nuovo Governo pienamente operativo, però sulle opere genovesi, nuovo ponte su tutte, vedo un accordo globale e non credo che nulla possa cambiare”.

Paolo Odone, presidente dell’Aeroporto di Genova, ritiene che la chiave per interpretare il futuro in Liguria sia la definizione dei rapporti tra il gruppo che appoggia Giovanni Toti e la Lega che, presumibilmente, farà il pieno di consensi alle prossime elezioni: “Penso che un chiarimento fosse necessario e, vista la situazione, mi aspetto lo scioglimento delle Camere e un ritorno al voto. So bene che il presidente della Repubblica abbia diverse alternative ma non credo che il momento sia propizio per un Governo tecnico, né che in Parlamento siano possibili altre maggioranze. Spetterà comunque al Capo della Stato prendere la decisione migliore”.

Guido Gazzola, presidente di Assoferr, è preoccupato per gli importanti passaggi che aspettano il nostro Paese: “Dal passo indietro di Edoardo Rixi in poi si è fatta assordante l’assenza di una politica governativa sugli investimenti coerente con gli impegni assunti agli occhi del mondo per i genovesi e per tutto il Paese. Le associazioni di settore devono fare quadrato in questo momento e cercare di mantenere alta l’attenzione sui concreti della produttività delle nostre aree industriali e dei nostri porti, a partire proprio da quello di Genova. La sensazione è invece che si vada incontro ad una campagna elettorale che discute di gossip, che al nulla di oggi aggiungerebbe l’ennesima beffa della politica nazionale verso i territori”.

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