SALUTE E MEDICINA

Frutto del lavoro dell'UniversitÓ di Genova e altri istituti

Covid, nuova ricerca spiega che il distanziamento non basta: serve la mascherina

venerdý 08 gennaio 2021
Covid, nuova ricerca spiega che il distanziamento non basta: serve la mascherina

GENOVA -  A distanza di diversi mesi dall'inizio degli studi sulla trasmisione del Covid-19, abbiamo una certezza: non esistono evidenze che dimostrino che il distanziamento di 1 metro sia sufficiente. Una nuova ricerca pubblicata su Scientific Reports dimostra che il distanziamento di un metro non ha fondamento scientifico: l’attuale ignoranza circa la dimensione iniziale delle goccioline di saliva che accompagna le esalazioni umane (tosse, starnuti, ecc.), e che fungono da veicolo per il virus SARS-CoV-2, non permette di identificare una distanza capace di garantire sicurezza tra gli individui.

Da questo punto di vista, l'uso della mascherina è l'unico modo attualmente comprovato di avere una maggiore sicurezza. La ricerca, frutto del lavoro di un gruppo di scienziati, esperti di fisica dell’atmosfera, dinamica dei fluidi e bio-fluidodinamica, afferenti all'Università di Genova, all'Okinawa Institute of Science and Technology, all'Université Côte d’Azur e alla sezione genovese dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dimostra come non esista nessun alcun fondamento scientifico alla base del distanziamento sociale nella prevenzione del rischio di contagio da Covid-19. 

"Ben tre ragioni ne minano la fondatezza", spiega Andrea Mazzino, ricercatore e docente di fluidodimamica dell'Università di Genova. "Delle goccioline di saliva emesse, che hanno raggi variabili in un intervallo molto ampio (dal micron al millimetro), non è noto con sufficiente precisione come si distribuiscano tra le varie taglie: range di variazione di grandezza e la loro distribuzione statistica si sa solo approssimativamente, per esempio, quante goccioline ci siano in un intervallo di raggi tra 1 micron e 2 micron, o intervalli simili) all'interno di un'emissione non è conosciuta. Questa incertezza impedisce di fare previsioni univoche sulla distanza raggiunta dalle goccioline emesse: questo vale per un colpo di tosse, l’oggetto del nostro studio, ma riteniamo valga anche per le altre emissioni, violente e non non ci sono sufficienti informazioni per fare previsioni sulla distanza raggiunta dal droplet: nello studio ci concentriamo sulla tosse ma riteniamo che le conclusioni valgano anche per le altre emissioni, violente e non. Non c'è ancora nessuna ricerca evidenza scientificamente provata sulla "preferenza"(ossia la sua possibilità di mantenere inalterata la sua carica virale) del virus di essere veicolato da verso goccioline liquide o verso piuttosto che da nuclei secchi."



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