CRONACA

Il governatore dopo la conferenza con le altre Regioni

Coronavirus, Toti: "La Liguria chiede autonomia sulle regole per la fase 2"

giovedý 23 aprile 2020
Coronavirus, Toti:

GENOVA - "La Liguria chiede che venga riconosciuta alle Regioni l'autonomia di applicare le regole tenendo conto delle esigenze e delle differenze tra territori. Di sicuro non possiamo aspettare molto...". E' questa la richiesta diretta al Governo dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in vista dell'avvio della 'fase 2'.

I presidenti delle regioni si sono incontrati in conferenza per fare il punto in vista di quella che sarà la prossima tappa di quella che sarà la fase di ripartenza economcia del Paese dopo l'obbligato lockdown causato dall'emergenza Coronavirus. Il premier Conte pochi giorni fa ha sottolineato che il Governo pensa proprio a una ripartenza, seppur contemporanea, diversa tra regioni sulla base delle peculiarità di ognuna di esse. E sul tema caro al governatore ligure lo stesso Toti aggiunge: "Servono regole serie e controlli per garantire la sicurezza di tutti e serve un piano dettagliato che garantisca tempi e modalità della ripartenza così che tutte le imprese e i cittadini possano prepararsi".

Tra i settori più penalizzati in Liguria c'è certamente il turismo che ha già fatto i conti con le perdite della Pasqua e ora si appresta a perdere gli ingressi dei ponti di fine aprile e del primo maggio. Toti, intervenuto sul tema a Viaggio in Liguria su Primocanale ha auspicato significativi margini d'azione per ogni realtà: "E' evidente che ci siano differenze. Per esempio, sui balneari è nostro desiderio dire la nostra. Ci saranno limitazioni, ma è nostra intenzione far partire la stagione, al più presto, con regole chiare. Personalmente, ritengo la spiaggia una delle zone più sicure. Molta attenzione andrà posta su servizio bar, ristorante, cabine".

Poi, la vicenda legata alla cronaca politica riguardo all'esclusione della Liguria dall'uso compassionevole del Remdesivir, un farmaco utilizzato nella lotta al Coronavirus: "Non so quali siano le ragioni scientifiche richiamate dal Pd che avrebbe fatto meglio a chiedere scusa per nome di chi guida il Paese in questo momento". Da qui ancora le vicende sanitarie: "Il caso di Lavagna ci desta apprensione. I nostri staff sono al lavoro per capire i contorni di quella vicenda".

A seguire il passaggio sui sindaci che lamentano dati non in linea con il reale andamento delle positività sui rispettivi territori: "Può esserci stato qualche rallentamento preventivabile nella gestione di una pandemia e non di un'influenza, ma nessuna volontà di mettere in secondo piano i primi cittadini". La preoccupazione maggiore in tema di accoglienza e ospitalità? "Conoscere le regole e capire come le varie categorie possono muoversi alla vigilia della stagione più delicata".



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