PORTI E LOGISTICA

Botta: "Intervenga la Prefettura". Ma anche le Compagnie continuano a chiedere "carte".

Coronavirus: rallentato il porto di Genova, lunghe code ai varchi

di Matteo Cantile

lunedý 16 marzo 2020
Coronavirus: rallentato il porto di Genova, lunghe code ai varchi

GENOVA - Il rallentamento del lavoro dei terminal portuali, reso necessario per rendere operative le misure contro la diffusione del contagio da Coronavirus, sta generando seri problemi agli autotrasportatori, ancora una volta l’anello fragile della catena logistica.

Al varco di San Benigno questo pomeriggio si è creata una lunghissima coda di camion, già stremati da un viaggio reso difficilissimo dalla mancanza degli autogrill: per i camionisti in servizio in questi giorni è difficile soddisfare persino i bisogni essenziali, come una toilette o mangiare un panino.

Al terminal Psa, così come nel resto del porto, le operazioni sono state rallentate e comunicate agli operatori: solo quattro mani di lavoro operative per ciascun turno del ciclo nave, una mano di lavoro per il ciclo ferrovia, l’accettazione del carico export della seconda nave di ciascun servizio è vincolata alla fine delle operazioni commerciali della prima nave. Nessuna limitazione all’import (visto il delicato momento del nostro Paese) ma un contingentamento a ottanta camion all’ora attraverso i gate. Questi provvedimenti stanno generando un tappo di almeno trecento camion. 

Una situazione complessa che rischia di esasperare soprattutto i camionisti e rendere difficile il sistema generale dell’approvvigionamento delle merci in Italia.

"Stiamo vivendo un momento difficilissimo - dice Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto - all'interno dei terminal è necessario ottenere la riapertura dei bar, per dare un minimo sollievo ai trasportatori. Non possiamo pensare che migliaia di persone restino per ore e ore senza un bagno e senza nulla da mangiare - continua Botta - abbiamo chiesto l'intervento della Prefettura per ottenere anche dei bagni chimici. Speriamo che qualcosa si muova".

Peraltro la situazione non sembra compresa neppure da molte compagnie di navigazione che prevedono ancora diverse operazioni "fisiche", che prevedono la consegna e il ritiro manuale di documenti: è assolutamente necessario che anche a loro arrivino disposizioni cogenti per minimizzare lo scambio fisico dei documenti, almeno fino alla fine di questa emergenza. 


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