CRONACA

"Allora quando suonava l'allarme potevi scappare, il virus invece Ŕ invisibile"

Coronavirus, novantaduenne dopo il vaccino: "Il covid peggio della guerra"

di Miv

martedý 23 febbraio 2021



GENOVA - "In guerra quando c'era un bombardamento almeno scattava l'allarme e potevi scappare, il covid invece non lo vedi, da che parte scappi?".

Angelo "Geppi", novantaduenne, veneto trapiantato in Liguria a vent'anni, in Valle Scrivia, oggi, martedì 23 febbraio, si è vaccinato contro il Covid nell'ambulatorio della Croce Verde di Casella, a sette chilometri da casa, da Sarissola. In gamba nonostante l'età, esce da solo e va ancora in auto, Bepi per il vaccino si è fatto accompagnare dalla figlia, che ricorda il tempi duri del primo lockdown: "Portavo io la spesa a mio padre che mi calava un cestino, è stata dura ma ora grazie al vaccino speriamo che il peggio sia alle spalle".

Dal canto suo "Geppi" ammette: "Vivere da solo è stata dura, ma quando la situazione è dura bisogna affrontarla, e poi io sono vedovo, sono abituato a stare da solo". 



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