POLITICA

Soltanto Italia Viva, tra i gruppi di opposizione consiliare, rivendica il voto a favore dell'equiparazione

Comunismo come il fascismo, il voto in Comune a Genova scatena polemiche a sinistra

di Stefano Rissetto

mercoledì 10 febbraio 2021
Comunismo come il fascismo, il voto in Comune a Genova scatena polemiche a sinistra

GENOVA -  Com’era prevedibile, l’ordine del giorno di istituzione dell’anagrafe “antifascista, antinazista e anticomunista” votato ieri in Sala Rossa ha provocato molte reazioni a sinistra, con l’autocritica dello stesso Pd, che in aula si era astenuto, e le proteste di Prc, Pci, Cgil, Anpi e M5S. Italia Viva rivendica invece la legittimità dell’equiparazione storica tra fascismo e comunismo.

In aula i consiglieri Pd si erano astenuti, salvo ripensamento fuori tempo massimo. A dettare la linea da Roma era stato un pezzo grosso del partito come Gianni Cuperlo, ex candidato alla segreteria e componente della direzione nazionale: "Dobbiamo solo chiedere scusa. E sperare che chi sa, chi legge, chi ha una coscienza politica e non solo, quelle scuse le accetti. A volte, sapete, tutto diventa faticoso. Molto".

PD - Su scala locale già in serata Alessandro Terrile, Cristina Lodi e Alberto Pandolfo si erano scusati dell’atteggiamento al momento del voto. Quindi la nota ufficiale di via Maragliano: "Il voto è stato un errore - scrive in una nota il gruppo Pd in Comune - il documento nell'impegnativa, da una parte sosteneva ancora una volta la raccolta firme per l'anagrafe antifascista, dall'altra introduceva un'equiparazione storicamente inaccettabile". L'equiparazione di fascismo e comunismo, continua il Pd, "è un insulto alla memoria della città medaglia d'oro alla Resistenza. Riconoscimento dovuto anche al sacrificio di tanti comunisti genovesi".

RIFONDAZIONE - A seguire le reazioni di tutte le componenti della sinistra. Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, è durissimo più contro il Pd che contro il centrodestra artefice dell’iniziativa consiliare: “Il voto di astensione dei consiglieri del Pd è vergognoso. Quei consiglieri devono aver letto la risoluzione del parlamento europeo che equipara il comunismo al nazismo votata dal Pd insieme all'estrema destra. E nessun organo dirigente del Pd ha mai disconosciuto quel voto. Trenta anni fa quando sciolsero il Pci la destra era marginale in parlamento e nel paese. Dopo trent'anni di liquidazione della storia della principale forza democratica del paese la destra è fortissima e i comunisti rischiano di finire fuorilegge. Evitino di raccontare la balla che il Pd è l'argine contro la destra".

CGIL - Anche la Cgil genovese e ligure, per voce dei segretari Igor Magni e Fulvia Veirana, chiedono al sindaco Marco Bucci di "intervenire tempestivamente per rimuovere gli effetti dell'ordine del giorno di ieri". "Nazismo e fascismo sono nati come partiti unici in Germania e Italia con il fine esplicito di far prevalere la razza ariana e un gruppo sociale a discapito degli altri, soggiogando i popoli e commettendo atroci stragi per i loro obiettivi. Il comunismo è un movimento che si è sviluppato in tutto il mondo per promuovere uguaglianza, pace, libertà, solidarietà e democrazia". "In Italia il partito comunista è stata una forza che ha contribuito da protagonista alla Liberazione dal regime fascista di Mussolini - aggiungono - ed ha costruito attraverso la Costituente le fondamenta del patto democratico che consente oggi a tutti, anche ai Consiglieri Comunali di Genova, di esprimere le loro opinioni. E' stato uno straordinario strumento di emancipazione sociale che ha consentito a tutte le classi di partecipare attivamente alla vita democratica. La storia ha dato un giudizio severo verso coloro che nel mondo hanno utilizzato il comunismo per instaurare regimi totalitari, ma non si può liquidare con disprezzo l'impegno che milioni di italiani hanno profuso nel rendere il nostro Paese migliore, arginando anche i fenomeni eversivi legati al terrorismo rosso”.

PCI - Prende posizione anche la segreteria del Pci: “Oggi le leggi italiane vietano l'apologia del fascismo ma nessuna legge vieta di proclamarsi fieramente comunista e di associarsi con altri compagni per continuare le lotte di giustizia, libertà e progresso che ci caratterizzano da sempre". Sul contenuto dell'ordine del giorno e sull'ipotesi dell'istituzione di un'anagrafe che "schedi i comunisti", secondo il partito rappresenterebbe "un vulnus tremendo alla libertà politica, alla democrazia e non ultimo alla privacy di coloro che al comunismo aderiscono”.

ANPI - Durissima anche la presa di posizione dell’Anpi genovese: "Una mozione inaccettabile che va contro la realtà della storia e che dimostra scarsa o nessuna conoscenza della verità dei fatti, un vero sfregio ideologizzante, che è passata con il sì della maggioranza, l'astensione dei sei consiglieri di Pd e Lista Crivello e cinque contrari (M5s). Ai cancelli di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, si presentarono i soldati dell'Armata Rossa: non certo i consiglieri del centrodestra. E’ stata una brutta giornata per la nostra città e per chi siede nell'aula rossa di Tursi. Un bel ripasso di storia farebbe bene a tutti".

M5S - Anche il consigliere comunale M5S Stefano Giordano osserva: “L’ordine del giorno è uno "sfregio alla storia e alla memoria di chi ha pagato con la vita pur di garantire a noi libertà e democrazia”.

Nell’opposizione consiliare genovese, si smarcano decisamente i consiglieri di Italia Viva, rivendicando la decisione di votare insieme al centrodestra a "convintamente" a favore dell'ordine del giorno sull'anagrafe antifascista e anticomunista. "Anticipando eventuali fraintendimenti e odiose speculazioni - si legge in una nota di Mauro Avvenente, Mariajosè Bruccoleri e Pietro Salemi - precisiamo che Italia Viva ispira il proprio agire sui valori fondanti della democrazia e della costituzione nata dalla lotta per la liberazione e non possono esistere dubbi sui torti e sulle ragioni che la storia ha sancito in modo inequivocabile". Il partito renziano prosegue: "I Partigiani, di tutte le provenienze politiche, hanno combattuto per liberare il nostro paese dal nazifascismo - sottolineano - la storia ha anche dimostrato che le foibe non erano una invenzione propagandistica, i milioni di morti dei deportati nei gulag di Stalin, il genocidio del popolo cambogiano perpetrato dai Kmer rossi sono la testimonianza che in nome dell'ideologia si sono compiuti orrendi crimini contro l'umanità. Nel terzo millennio non si può continuare a negare, minimizzare, misconoscere queste immani tragedie". Con ogni probabilità la polemica è destinata a continuare.



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