cronaca

"Ci vorrebbe comunque un anno e mezzo almeno, per sistemare lo stabile"
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 "Nel breve periodo la vedo davvero come una soluzione difficilmente realizzabile. E' solo un pourparler. A mio parere, in attesa di una soluzione definitiva, l'unica strada percorribile resta quella di riaprire il parco Roya, perché non esiste una bacchetta magica per far sparire i migranti o impedire che giungano al confine". Così il vescovo di Ventimiglia e Sanremo, Antonio Suetta, risponde al prefetto Michele Di Bari, Capo Dipartimento per le Libertà civili e per l'Immigrazione del ministero dell'Interno, che oggi a margine di un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica sui migranti, in Comune a Ventimiglia, nel ringraziare l'autorità religiosa per la propria disponibilità, aveva annunciato la possibilità di realizzare un centro di accoglienza nell'ex convento dei Frati Maristi, come unica soluzione per risolvere l'emergenza umanitaria.

"Anche se domani potessimo avere la disponibilità dell'edificio - prosegue Suetta - ci vorrebbe comunque un anno e mezzo almeno, per sistemare lo stabile che è fatiscente". L'ex convento, infatti, appartiene ai frati e la diocesi dovrebbe acquisirlo: con donazione oppure compravendita; dopodiché andrebbe ristrutturato, ma la diocesi non ha le risorse e resta così l'incognita di chi finanzia i lavori. "Ammesso che i frati confermassero la propria disponibilità a cedere l'immobile, la ristrutturazione richiederebbe tempi lunghi, pur volendo accelerare il progetto e le autorizzazioni".

Suetta spiega, inoltre, che circa quattro anni fa, quando è esplosa l'emergenza umanitaria a Ventimiglia e c'erano quasi mille migranti per strada, era riuscito a ottenere dai frati la disponibilità a cedere l'immobile. Inoltre, l'allora prefetto di Imperia, Silvana Tizzano, si era impegnato a reperire dei fondi ministeriali per la ristrutturazione, ma l''amministrazione comunale dell'epoca (sindaco Enrico Ioculano, Pd) non condivise questa ipotesi. "L'amministrazione non era favorevole, così abbiamo lasciato perdere - spiega Suetta -. L'unica cosa certa è che non possiamo pensare di realizzare un centro fuori da Ventimiglia, perché non risolveremo il problema: avremo sempre i migranti in città".