CRONACA

Lui: "╚ stata dura vivere senza i soldi per mangiare"

Centro fiduciario Carige, tutti assolti: anche la moglie di Berneschi

giovedý 12 aprile 2018
Centro fiduciario Carige, tutti assolti: anche la moglie di Berneschi

GENOVA - Sono stati tutti assolti gli ex vertici del centro fiduciario, il ramo della banca Carige che si occupava di investimenti finanziari per clienti vip. Assolta anche Umberta Rotondo, la moglie dell'ex presidente di banca Carige Giovanni Berneschi, per il rientro di 12 milioni di euro dalla Svizzera. Il giudice Silvia Carpanini ha stabilito che il fatto non sussiste e ha ordinato il dissequestro dei beni.

"Finalmente comincia a uscire la verità. Non auguro a nessuno di passare quattro anni così, di vivere senza i soldi per mangiare". Lo ha detto all'Ansa Giovanni Berneschi, ex presidente di Banca Carige, dopo l'assoluzione degli ex vertici del Centro fiduciario. "E' stata dura in questi anni - ha detto Berneschi -: sono stato minacciato di morte, mi hanno distrutto la macchina, mi hanno sputato in faccia. Però è anche vero che tanti clienti della banca mi incontravano per strada e mo dicevano 'sciú Berneschi tenga duro". Io ci tengo comunque a dire una cosa: più che un Papa io sono stato un padre severo dentro l'istituto e ho insegnato il mestiere a tanti. E oggi sono felice".

Il pubblico ministero Marcello Maresca aveva chiesto l'assoluzione per Rotondo e Senarega mentre aveva chiesto la condanna per gli altri due. Berneschi era uscito dal processo per intervenuta prescrizione dell'evasione che gli era stata contestata.

Secondo il magistrato, Rotondo "agì senza dolo, su disposizione di altri, senza un ruolo operativo" e il denaro tornato in Italia era scudato, anche se "fu uno scudo fiscale irrituale". Il pm aveva invece chiesto la condanna a due anni ciascuno per Antonio Cipollina e Gian Marco Grosso, gli allora vertici del Centro finiti ai domiciliari quando deflagrò l'inchiesta delle fiamme gialle.

Chiesta l'assoluzione anche per un altro imputato, Marcello Senarega, procuratore finanziario. I quattro erano accusati di riciclaggio. Per gli investigatori, i 12 milioni di euro erano rientrati in Italia, e dunque nella disponibilità di Berneschi, con uno scudo irregolare: invece di dichiarare l'operazione a proprio nome l'avrebbe camuffata attraverso la moglie.

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