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Il piano aziendale prevede lo stop entro il 2021
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L'ipotesi di una chiusura anticipata della centrale Eugenio Montale della Spezia si fa strada. Il Comitato locale che da tempo si batte per la dismissione dello stabilimento pubblica alcune novità legate a quanto emerso da istituzioni ed Enel durante gli incontri sul futuro dell'area.

In base alle rivelazioni di Daniela Patrucco del comitato La Spezia via dal carbone, la chiusura della centrale sarebbe prevista nel 2018. Ma poi si farebbe strada la realizzazione di una centrale a gas.

Enel avrebbe infatti manifestato l'intenzione di continuare a produrre energia elettrica alla Spezia, utilizzando meno spazi di quelli attualmente interessati dalla centrale.

Inoltre, non rinnovando la cosiddetta "registrazione EMAS", (strumento per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire informazioni sulla propria gestione ambientale), l'autorizzazione ambientale integrata scadrebbe con tre anni di anticipo rispetto a quella prevista (2018, anziché 2012).

Patrucco esprime comunque preoccupazione per il possibile ricorso a fonti ancora non rinnovabile: "La Liguria non muove alcun passo verso il futuro, forse si tira un po' fuori dal passato remoto, e non rinuncia alla sua vocazione energetica. Siamo stati, siamo e restermo fossili? Con buona pace dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici. Speculazioni, forse".