IL COMMENTO

Centrale del latte, diario di un dipendente

di Stefano Semovigo

mercoledý 26 settembre 2012
Centrale del latte, diario di un dipendente

Così è finita. Sono entrato in centrale nel 1994, frequentavo l'università di biologia, suonavo la batteria e uscivo già con la mia attuale, meravigliosa, moglie.

Fatto il colloquio finale mi immaginavo quante porcherie si potevano fare in un'azienda alimentare, ero preparato a dover sopportare chissà quali schifezze.

Poi dentro l'azienda ho trovato un gruppo di chimici tutti ex gastaldini, come me, tutti coetanei e una condotta lavorativa che da lì a poco sarebbe diventata un'impeccabile macchina che associava sapientemente la qualità alla quantità.

Certo gli impianti allora erano vetusti, ma la nostra giovinezza ci imponeva una condotta morale che, unita alle altissime linee qualitative imposte dalla Parmalat, fecero diventare, unitamente a un gran lavoro della nostra direzione commerciale, il nostro prodotto leader del mercato ligure.

Nel reparto laboratoriopastorizzazione eravamo tutti amici (e lo siamo tutt'ora), certo, a quell'età fare le notti, le domeniche, Natale, Capodanno dentro a lavorare non era proprio il massimo, ma facevamo un bel lavoro.

Un lavoro di responsabilità ma che sapeva, proprio per questo, farti sentire importante. quando uscivamo e vedevamo il latte Oro nelle latterie e nei bar, ci sentivamo orgogliosi: "Guarda quello l'ho fatto io stanotte!"

Poi, piano piano, alcuni di noi hanno lasciato la centrale per andare a lavorare altrove. Tra questi il primo mitico pastorizzatore, Mirko Armano, un drago con l'impianto, capace di gestire tutta la linea senza problemi. 

A lui, insieme al mio maestro Davide Puppo, devo la passione per il lavoro impiantistico. Poi, anni dopo se ne andò anche il mio caro amico Luca Torre, lui era il mio compagno d'avventura, entrambi invalidi, siamo diventati la spina dorsale della pastorizzazione.

Domenico Meloni era il boss del laboratorio, per lui ho coniato la frase: "Ti voglio bene ma ti odio" per la sua peculiarità di essere "amico fuori dalla sbarra".

Al mitico, unico, grande amico Alessandro Traverso devo parte dell'uomo che sono poi diventato. Infine, Paolo alloisio, Roberto Albanese e Gianluca Bertoli: tutti noi eravamo il reparto laboratoriopastorizzazione. Siamo stati le persone che per anni hanno condotto l'impianto e controllato il latte che usciva dallo stabilimento di Fegino.

Siamo stati grandi e la vostra fiducia era ben riposta. Siamo tutti genovesi, come voi, ed eravamo e siamo ancora dei bravi ragazzi, consapevoli che il nostro prodotto sarebbe servito principalmente a bambini e ad anziani.

 

E' finita, ora andremo in cassa, speriamo di trovare lavoro altrove e magari velocemente.  Nel frattempo ho avuto due bimbi e mantenerli è la primaria responsabilità. E' finita ma è stato bello e posso dire, un onore fare il latte per tutti voi.

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