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La Concorrenza Ue ha inviato una lettera al Tesoro e al Fondo interbancario di tutela dei depositi chiedendo chiarimenti sul salvataggio di Carige con l'intervento del Fitd e di Cassa centrale banca. E' quanto si apprende da fonti vicine al dossier a conferma di quanto riferito dal Corriere della Sera.

Per una risposta il Mef avrà una decina di giorni e gli uffici del Fitd starebbero lavorando, da quanto filtrato, per fornire tutti gli elementi utili. La lettera della DgComp al momento contiene solo una richiesta di informativa sull'operazione, sul processo deliberativo e sul quadro normativo, senza preludere nulla sul profilo decisionale.

Accende però un faro sull'operazione come possibile aiuto di Stato. Il riassetto è comunque diventato possibile in un contesto normativo in pratica mutato, dopo la sentenza su Tercas con la quale il tribunale Ue ha riconosciuto come legittimo l'intervento che il Fitd aveva fatto sull'istituto di Teramo. Va anche ricordato che la DgComp ha impugnato la sentenza e si è ancora in attesa dell'appello. Il salvataggio Carige prevede un aumento di capitale della banca da 700 milioni di euro, con un contributo di 313,2 milioni dalla conversione del bond sottoscritto dallo Schema volontario nell'autunno scorso, di 63 milioni dalla Ccb e, ancora, per 238,8 milioni dal consorzio delle banche italiane, garante delle azioni non sottoscritte.

Un ulteriore rafforzamento del patrimonio Carige verrà realizzato con l'emissione di un bond subordinato per 200 milioni. Intanto si apprende che il tribunale di Genova ha respinto il ricorso con cui il gruppo assicurativo Amissima, già di Carige e oggi in capo al fondo Apollo, aveva chiesto di dichiarare illegittima la delibera approvata dall'assemblea dei soci della banca ligure nel marzo 2017, con cui l'istituto avviava una richiesta risarcitoria superiore al miliardo per la vendita del comparto assicurativo. In primo grado Carige ha perso, il processo di appello dovrebbe concludersi nel gennaio 2020
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