cronaca

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 Un'azione di pochi minuti ma gestita con calma e coordinata nei dettagli a cui hanno partecipato almeno una trentina di persone. E' quanto emerge dalle immagini, diffuse dalla Digos, relative al blitz al casello di Genova Est avvenuto lo scorso 24 novembre e registrato dalle telecamere di Autostrade.


L'azione è offuscata da una cortina di fumogeni che impedisce fra l'altro di vedere la scritta sullo striscione che viene srotolato all'uscita del casello. Gli autori sono arrivati da un sentiero che passa vicino al cimitero di Staglieno dove è stato fatto un buco nella rete. Giunti al casello, dopo aver acceso torce e fumogeni, tutte le telecamere sulle corsie di entrata e uscita del casello sono state oscurate con sacchetti di plastica, sono state danneggiate tre casse automatiche di pedaggio con della colla e manomesse alcune sbarre d'ingresso. Sul posto gli investigatori della digos hanno trovato numerosi volantini con la scritta "Ponte Morandi apriamo i caselli paga autostrade". Su un muro del casello la scritta in genovese "Autostrade spa assassini, no paghemmu ciu!".


Sul blitz il sostituto procuratore Giancarlo Vona ha aperto un fascicolo contro ignoti per danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. L'azione, che in un primo tempo era stata messa in relazione con ipotetici 'gilet gialli' italiani che protestano contro le concessioni ad Aspi, sei giorni è stata rivendicata sul sito di area anarchica Round Robin. Per gli investigatori, tuttavia, la rivendicazione conterebbe elementi "anomali" e al momento non vengono escluse altre piste.