CRONACA

L'esecutivo non decide e avvantaggia le strategie dei Benetton

Autostrade, lavori dilazionati su 170 gallerie mentre Conte rimanda sulle concessioni

di g.scio.

mercoledì 24 giugno 2020
Autostrade, lavori dilazionati su 170 gallerie mentre Conte rimanda sulle concessioni

GENOVA - Sarà necessaria un'ulteriore "valutazione politica" per sciogliere il nodo del rinnovo della concessione ad Autostrade per l'Italia. E' quanto emerso dal vertice tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i capidelegazione della maggioranza che si è tenuto a palazzo Chigi. Il confronto tra le forze di governo sul dossier Autostrade continuerà quindi in incontri con la ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli, e non è escluso un nuovo confronto tra il premier e i capidelegazione.

Nel corso di una riunione tra Conte, De Micheli e il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, si era deciso di continuare a trattare con la società del gruppo Atlantia che fa riferimento ai Benetton, stabilendo però delle "condizioni minime" al di sotto delle quali ogni proposta rimane irricevibile e diventa automatica la revoca. Nella riunione con i capidelegazione si è deciso per un ulteriore passaggio politico, un confronto che legittimi la prosecuzione della trattativa su Autostrade sulla quale il M5s ha già espresso più volte la sua contrarietà, al contrario del Pd.

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Rimandare ancora la decisione per Conte è molto pericoloso. Come avere una bomba con la miccia corta tra le mani. Il 30 giugno infatti scadrebbero i tempi per restituire la concessione e chiedere l'indennizzo allo Stato (a parere di Atlantia sarebbe di oltre 20 miliardi, il Millepropoghe potrebbe ridimensionarlo a 7 miliardi). La famiglia Benetton però confida in un ricorso contro il provvedimento voluto dal Governo, sostenendo che il testo sia stato scritto 'contra aziendam'. Insomma, la mano tesa per negoziare potrebbe essere un modo per prendere tempo e, alla fine, chiedere l'indennizzo più corposo. E la tragedia di Ponte Morandi? C'è il palese tentativo di archiviarla, relegarla in un'epoca passata. Lo fa intuire l'ad Roberto Tomasi quando sottolinea al Messaggero che il gruppo ha rivisto tutti i processi interni, dando "continui segnali di forte cambiamento".

Eppure in audizione alla Commissione lavori pubblici del Senato, dove è in corso un'indagine conoscitiva sulle concessioni autostradali, la Corte dei conti ha spiegato e ribadito testualmente che "la Convenzione madre dal punto di vista tecnico è illegittima, perché non ha superato il vaglio della Corte dei conti". I giudici contabili, ancora testualmente, hanno aggiunto che "nel 1997 fu ricusato il visto sulla Convenzione sostanzialmente per la violazione dei principi comunitari. L'amministrazione chiese la registrazione con riserva e in quella sede le Sezioni riunite della Corte dei conti ribadirono l'illegittimità della Convenzione madre, su cui poi sono nate tutte le altre convenzioni. La convenzione è quella di Autostrade per l'Italia", proseguono i magistrati. (CLICCA QUI PER APPROFONDIRE)

La via d'uscita che ha in mente Conte non è un segreto. Per evitare revoca e contenziosi legali, si è parlato di una nuova compagine azionaria: il fondo F2i, con la partecipazione di Poste Vita e diverse casse di previdenza, sarebbe chiamato a prendere il controllo di Autostrade per l'Italita da Atlantia, affiancato da Cdp. Il progetto sarebbe già sui tavoli dei diversi manager, che però continuano ad aspettare le scelte della politica e le mosse dei Benetton che comunque potranno rimanere nel capitale  (seppur in minoranza). "Io non immagino un futuro in cui ridiamo le Autostrade in mano ai Benetton", ha però puntualizzato il ministro Luigi Di Maio, pur spiegando che "la soluzione" per risolvere questa situazione "la troveranno i tecnici. Noi non possiamo riaffidare l'ex ponte Morandi ai Benetton" e così vale per "i 3mila chilometri di autostrade. Dopo anni di cause, negoziati, non riesco a immaginare di riaffidargliele".

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Mentre a Palazzo Chigi si discute, gli automobilisti in Liguria sono sull'orlo di una crisi di nervi. I lavori su 170 gallerie autostradali liguri saranno dilazionati nel tempo per evitare la paralisi durante la stagione turistica. Lo conferma il nuovo piano in via di definizione da Autostrade e ministero dei Trasporti che hanno nuovamente incontrato il presidente della Regione Giovanni Toti. "Su proposta del Mit e di Autostrade abbiamo concordato di predisporre un nuovo piano dei lavori che possa spalmare su più tempo questi interventi e vada ad alleggerire il carico sulla rete e quindi i disagi", ha commentato Toti. All'incontro hanno partecipato, oltre al presidente Toti, il consulente del Mit Placido Migliorino, l'amministratore delegato di Autostrade Roberto Tomasi in videoconferenza, i tecnici della società concessionaria, il sindaco di Genova Marco Bucci e i vertici della Camera di commercio. Confermata la fine delle ispezioni preliminari sulle restanti 23 gallerie entro il 10 luglio, ben oltre la conclusione prevista entro il 30 giugno. Il nuovo piano assicura che sarà garantita nelle ore diurne l'apertura costante di due corsie per senso di marcia su tutta la rete ligure in concessione ad Autostrade. Giugno quindi resta un mese di 'ordinaria follia', in cui basta un camion in fiamme per dividere a metà la Liguria.

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