CRONACA

Alluvione, Paita indagata per il mancato allarme

mercoledý 15 aprile 2015
Alluvione, Paita indagata per il mancato allarme

GENOVA - Alluvione 2014, indagata Raffaella Paita, assessore alla Protezione Civile della Regione e candidata alle prossime elezioni regionali. I magistrati contesterebbero la mancata allerta in occasione dell’alluvione che colpì Genova lo scorso 9 ottobre.

Accertamenti anche sul funzionamento della Protezione Civile regionale, che attivò l’emergenza solo in nottata, dopo l’esondazione del Bisagno, e i cjui uffici rimasero chiusi dalle 18 alle 24, a tragedia già avvenuta.

I magistrati indagano in particolare su due filoni: la mancata allerta meteo 2 e il mancato intervento a ridosso dell’esondazione del torrente, quando era ormai chiaro che le precipitazioni intense stavano portando a un concreto rischio di alluvione.

Lo scorso 17 novembre Paita era stata sentita per circa 4 ore dai magistrati che avevano da poco aperto le indagini sull’alluvione e la mancata allerta. “Ho risposto alle domande e raccontato la notte dell’alluvione nella sede della Protezione civile, sono tranquilla”, aveva dichiarato l’assessore Paita. “L’interrogatorio è durato tanto perché sono molto meticolosa e pignola. Anche perché, al contrario di quanto è stato scritto, sono stata in sala operativa tutta la notte".

Dalla Regione è stato spiegato in più occasioni che la mancata emanazione dell'allerta era stata dovuta all'assenza di indicazioni in quel senso da parte dei tecnici. Da ricordare anche le polemiche che avevano investito proprio Raffaella Paita, accusata di essere "scomparsa" nei giorni successivi al disastro. Con Raffaella Paita, assessore alla Protezione civile, è indagata anche Gabriella Minervini, direttore della protezione civile regionale.

Secondo quanto risulta a Primocanale ci sarebbe stato un immediato contatto con la segreteria nazionale del Pd. Da Roma l'indicazione sarebbe stata di andare avanti sulla candidatura di Paita.

La reazione di Raffaella affidata a un comunicato stampa - La candidata del Pd si dice "sorpresa del merito delle contestazioni che mi vengono rivolte, considerando che ho già avuto modo di chiarire nel novembre scorso la meticolosità della mia condotta nel corso di quella giornata durante la quale ho tenuto costanti contatti con la Protezione Civile, sollecitando la parte tecnica a operare con il massimo dell’attenzione e della prudenza". La contestazione che le viene rivolta è la mancata allerta e i provvedimenti conseguenti. Ma secondo l'assessore regionale alla Protezione civile "l’allerta meteo e i provvedimenti conseguenti sono normativamente di competenza della struttura tecnica e non competono in alcun modo agli assessori". 

Il Pd conferma "fiducia e sostegno" - Con una nota firmata dai vertici regionali e provinciali il Partito Democratico conferma "piena fiducia nell'operato della magistratura e siamo certi che in tempi rapidi si arrivi a fare piena luce sugli eventi relativi all'alluvione dell'ottobre scorso. La contestazione che viene mossa a Raffaella Paita riguarda il provvedimento di diramazione dell'allerta che non è un atto politico dell'Assessore alla Protezione Civile, ma un atto tecnico amministrativo che non compete all'assessore. Siamo certi che Raffaella Paita avrà modo di chiarire la propria estraneità ai fatti contestati. Confermiamo a lei la nostra fiducia e il nostro sostegno".

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