CRONACA

L'ex sindaco di Ventimiglia Ioculano

Addio Schengen, sale la diga mentre il Coronavirus galoppa: "La Francia si muove con confusione"

martedì 17 marzo 2020

La Francia sospende da oggi il trattato di Shengen e adotta le stesse misure di confinamento sociale della penisola. Ne parla il condigliere della Provincia di Imperia Enrico Ioculano (Pd).


VENTIMIGLIA - "La Francia si è mossa con grande confusione. Hanno chiuse le scuole e hanno imposto un regime che si avvicina al nostro con i divieti ma sono andati a votare per le elezioni amministrative, poi hanno rinviato il secondo turno, sospeso Schengen. Tutto questo ha creato grande confusione anche per i nostri frontalieri". Enrico Ioculano, fino all'anno scorso sindaco di Ventimiglia e oggi consigliere di opposizione nel comune al confine con la Francia rimarca la gestione attuata dal presidente Macron per far fronte all'emergenza coronavirus con i casi che anche nel Paese Transaplpino continuano ad aumentare.

L'Italia si è mossa da tempo con limitazioni alla vita sociale. Gli oltre mille morti e i 23mila contagi hanno imposto chiusure e divieti. Il Governo ha varato il decreto 'Cura Italia' che prevede 25 miliardi destinati tra l'altro anche a sanità e lavoro. "Non abbiamo mai pensato di combattere l'alluvione con stracci e secchi, stiamo pensando di costruire una vera e propria diga per proteggere le famiglie, le imprese e lavoratori e su questa strada confidiamo che l'Europa ci segua" ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

E mentre Conte parla di dighe, in Europa si alzano le barriere. La Francia sospende da oggi il trattato di Shengen e adotta le stesse misure di confinamento sociale della penisola, una decisione presa anche perché, nonostante le raccomandazioni delle autorità sanitarie transalpine, i francesi sembravano restii ad attuare quei "comportamenti barriera" che paiono al momento l'unica strategia veramente efficace per il contenimento di un virus che, se non altro, "non ha gambe" come ripetono i virologi nel tentativo di convincere la gente a restarsene a casa.

Ora anche il resto dell'Europa inizia a muoversi e a prendere misure utili per far fronte all'emergenza. Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha proposto di chiudere i confini esterni dell’Unione Europea per almeno 30 giorni a causa del coronavirus. Esistono una serie di esenzioni a queste limitazioni: su medici, infermieri, ricercatori, cittadini comunitari e loro parenti che intendano rientrare nel proprio Paese, assieme a residenti da lungo tempo nell'Ue che rientrino. Esentati anche coloro che trasportano merci. "L'Unione europea e altri parti del mondo si confrontano con una crisi sanitaria a causa del coronavirus. I nostri sistemi sono sotto pressione e per questo molti Paesi hanno preso misure forti contro il virus. Ma queste misure - ha detto Von der Leyen - sono efficaci solo se coordinate. Meno viaggiamo più possiamo contenere il virus. Per questo propongo ai capi di Stato e di governo dell'Ue si imporre una restrizione temporanea a tutti i viaggi non essenziali verso l'Ue".

Ioculano intanto aspetta di capire come la Francia gestirà tutta questa fase, soprattutto con un occhio di riguardo ai tanti frontalieri che ogni giorno dalla Liguria attraversoano il confine per andare a lavorare a Nizza, Marsiglia e nella altre città francesi. "Ora tutte le misure prese, annunciate da Macron con un discorso breve hanno creato confusione ci auguriamo che tutto diventi più chiaro e che poi vengano agevolati anche loro" conclude Ioculano.

Ma quelle prese in Italia sono misure forti ma che tra qualche settimana potrebbero essere riviste, e forse rafforzate e prolungate sulla base della situazione emergenziale che il Paese sta affrontando. "Questo è un decreto per marzo e alcune settimane di aprile, guardiamo alla curva dell'epidemia e poi interverremo con altri decreti in futuro. Poniamo una diga a uno scenario difficile ma siamo all'avanguardia nella lotta al virus sotto molti profili per questo dobbiamo essere orgogliosi di quello che fanno gli italiani ma di quello che fa il governo che viene copiato da tutto il mondo occidentale. Si attivano flussi per 340 miliardi di euro - spiega il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà - Abbiamo fatto misure da guerra - spiega - ma se alcune non sono sufficienti o non sono corrette individueremo quello che c'è da cambiare nel decreto di aprile. Ascolteremo tutti - aggiunge - tutte le parti sociali e terremo conto delle indicazioni".

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