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I funerali luned́ a Boccadasse

Addio ad Aldo Grimaldi, con lui se ne va un pezzo di storia dell'armamento italiano

di Matteo Cantile

venerd́ 07 dicembre 2018
Addio ad Aldo Grimaldi, con lui se ne va un pezzo di storia dell'armamento italiano

GENOVA - “Il mare è nel mio DNA. Ho alle spalle sei generazioni di persone che per duecento anni hanno vissuto per il mare. La mia vita non poteva non essere sul mare”: è una delle frasi celebri dell’armatore Aldo Grimaldi, mancato questa mattina all’età di 96 anni. Con lui se ne va una figura leggendaria dell’armamento italiano.

Nato a Solofra in provincia di Avellino nel 1922, Aldo era il figlio di Giovanni Grimaldi e Amelia Lauro, sorella del celebre armatore Achille Lauro: dallo zio ha ereditato la passione per il mare, un sentimento viscerale a cui ha dedicato l’intera vita. Da imprenditore ha costruito uno dei gruppi armatoriali più importanti del paese, da appassionato si è spinto fino alla progettazione delle singole unità navali che hanno solcato i mari sotto le sue insegne.

Dalla sua matita sono nate molte navi, poi entrate nella storia d’Italia: disegnare era il suo passatempo preferito e molte delle sue creazioni sono nate durante lunghi viaggi in aereo o in ufficio, a quella scrivania che ha continuato a occupare fino a poco più di un anno fa.

Diplomato all’Istituto Nautico e laureato in Scienze Economiche e Marittime all’università di Napoli, Aldo Grimaldi ha iniziato la sua carriera sulla navi della flotta Lauro: “Mia madre – raccontò lui un giorno – mi imbarcò come mozzo su una nave del fratello Achille all’età di 14 anni, 11 mesi e 10 giorni. Mi diede solo un giorno di preavviso. Fu così che iniziò la mia avventura sul mare”.

Durante la Seconda Guerra Mondiale è arruolato come ufficiale nella Regia Marina e sopravvive miracolosamente a due affondamenti: finito il conflitto fonda, nel 1946 con i fratelli Luigi, Mario e Guido, la “Fratelli Grimaldi Armatori”, la sua prima compagnia di navigazione.

Dalle sue intuizioni sono nate vere e proprie rivoluzioni armatoriali: come quando, all’inizio degli anni novanta, acquisisce la Grandi Navi Veloci e trasforma i traghetti in mini navi da crociera. Un cambio di passo che spinge l’intero mercato a seguire le sue orme.

Presidente di Confitarma dal 1995 al 1997, con questo incarico gioca un ruolo decisivo nella fondazione del Registro Navale Internazionale: Cavaliere del Lavoro dal 2002, nel 2007 gli è stato conferito il premio BT-Assagenti come “Uomo dell’anno dello shipping internazionale”.

Aldo Grimaldi apparteneva a quella generazione di napoletani che avevano trovato a Genova la loro seconda casa: pur conservando il suo elegante accento campano, infatti, Aldo (come suo fratello Mario, mancato molti anni fa) ha trascorso in Liguria gran parte della sua vita.

Fino a questa mattina, quando è mancato nella sua casa di corso Italia.

I funerali si terranno lunedì alle 11.30 nella chiesa di Sant’Antonio a Boccadasse.

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